Più di dieci anni fa, volevo organizzare una mostra fotografica dedicata alla Natura. Ma era un progetto troppo ambizioso, considerato che avevo vent’anni e nessuna esperienza di mostre (né di molto altro…).
Ricordo che un fotografo fiorentino, molto bravo, voleva aiutarmi, essendosi innamorato dell’idea, ed anche il responsabile di un museo pratese; ma non se ne fece nulla…
Il discorso sull’ ambiente è  un argomento difficile, da non prendere alla leggera (secondo me se ne parla troppo…)
Poi, negli ultimi mesi, ho rivisto l’interprete che avrei voluto anni fa, e l’ho trovata incinta (quasi alla scadenza del tempo); così mi è tornata l’idea di quelle foto.
Abbiamo scelto una scenografia naturale bellissima: una nota foresta toscana; abbiamo aspettato il momento giusto e, con pochi mezzi, abbiamo lavorato.
 
Una fonte d’ispirazione è stata l’opera di Sandro Botticelli del 1482: “La Primavera”.
In essa si vede una giovane donna incinta, al centro, in un ambiente naturale e, tutt’intorno, divinità pagane come le tre Grazie (credo siano  ninfe), una divinità maschile che rappresenta il vento (a destra), un’altra ninfetta ed un Cupido in alto.


Vi sono due personaggi androgini;
ma la mia fonte d’ispirazione
è senz’altro la giovane in stato interessante,
al centro.




Abbiamo cercato d’interpretarla in chiave contemporanea…



 















Ho pensato a parecchie cose,
mentre preparavo queste foto; soprattutto perché, con i miei 39 anni, appartengo alla generazione che ha ereditato il pianeta,
e che deve anche salvarlo (per salvare sé).





L’interprete è della stessa generazione (quella che deve consegnare il mondo alle nuove generazioni).


Ho pensato alla deforestazione (che è iniziata nel 1800 con la Rivoluzione industriale)… ho rivisto agli animali catturati per gli zoo e i circhi…la fauna selvaggia che  muore per l’inquinamento, o quella allevata dalle multinazionali, che ha vita ridotta e massacrante (per poi riempire i supermercati…)

Ho riflettuto sulla speculazione edilizia che, non di rado, costruisce case dove non ce n’è bisogno e non assicura una casa a tutti…


Ho ricordato gli allevamenti clandestini di animali da pelliccia: dal puma al cane domestico, in cui (ho visionato dei siti) queste bestie sono tenute in modo orrido, e poi uccise a bastonate o con scariche elettriche…
Ho pensato allo sciogliersi dei ghiacciai millenari…alla privatizzazione dei terreni…alle discariche nei paesi poveri (dove la “raccolta differenziata” la fanno i bambini per pochi centesimi!).


Ho pensato alle piantagioni, sempre delle stesse colture, che impoveriscono il suolo; e poi la terra viene abbandonata…
…c’è inoltre la sparizione di parecchi semi, se un’ampia varietà di piante non viene coltivata (come denuncia l’ultimo film-documentario “Terra madre” di Ermanno Olmi, che vi consiglio di vedere in DVD)…
…ho riflettuto sulle centrali nucleari, immense ed enigmatiche…


Ho pensato ai cosmetici testati sulla pelle dei conigli (scuoiati vivi per capire se un certo trucco provoca allergia alla pelle…)
…ho rivisto la vivisezione (mostrata nel film “La pelle” di Liliana Cavani: in esso, vengono inquadrati parecchi cani a cui sono state recise le corde vocali, per non farli lamentare, mentre uno “scienziato”, già durante la seconda guerra mondiale, sperimenta dei farmaci…)


…ho pensato agli incendi ed altre catastrofi creati apposta, per girare film o spot…
Ho rivisto le tigri catturate in Asia, e le loro teste messe in sacchetti di plastica…
…ho pensato ai balenieri giapponesi che, con la loro caccia, insanguinano l’Oceano Pacifico (ma tutto il mondo è paese…)


Ho riflettuto sul cielo notturno, delle città industrializzate, che non diventa più "blu notte" ma arancione-scuro per i gas-serra…
…ho pensato al daino imbalsamato visto, giorni fa, ad una mostra di mobili…
…ho rivisto gli innumerevoli animaletti selvatici, schiacciati sull’asfalto in campagna…


Ho pensato ai cimiteri d’automobili, accartocciate una sull’altra…
…ai topi, che, nelle città, sono più delle persone...alle zanzare, di tutti i tipi ormai…


Ah, ricordo anni fa, la scena televisiva di un cacciatore di foche…anzi di cuccioli di foche…
…l’uomo si avvicinava camminando sulla neve e, con un piccone, picconava la testa di un piccolo di foca bianco; mentre la madre, impietrita ed impotente, era lì vicino…
 
Ho riflettuto attentamente sugli ARMAMENTI: NON NE ABBIAMO BISOGNO.
 
Per goderci il vero progresso acquisito, basterebbe fare delle ALLEANZE CON TUTTI NEL RISPETTO RECIPROCO.
 

Ho pensato al CONSUMISMO che ci è stato insegnato (quand’ero bambina non avevamo tanti oggetti…). Ed il mezzo principale per diffondere questa nuova filosofia è la PUBBLICITA’.
Non la odio: potrebbe addirittura essere una forma d’arte; ma è usata  come PROPAGANDA ad uno stile di vita sofisticato, che non ci serve.
 
Come fare a non rovinare l’ambiente?
E’ semplice: bisogna rinunciare al superfluo!
 
La Natura non è una “madre”, non antropomorfizziamola e non divinizziamola neanche; ma va rispettata perché è un ORGANISMO VIVENTE che ci nutre e protegge.
 
E’ una “donna incinta” che guarda al futuro con ottimismo perché AMA.
E’ sempre generosa, solare, felice nella sua bellezza.
 
Se però noi odiamo (la maggior parte di noi lo fa) diffondiamo energia contraria  a quella naturale, e l’Ambiente, che è vivo, e comunica con ogni sua parte (vegetali, animali, minerali, acqua, materie sotterranee…) può, nella sua sofferenza, decidere di…
…espellerci…


…è un’ipotesi che mi è stata suggerita dal regista Night Shyamalan (indiano che lavora negli USA).
Il film a cui alludo è “E venne il giorno”, uscito in Italia nell’estate 2008.
A dire il vero è stato ignorato da critica e mass-media; ma lo consiglio vivamente (ne ho già parlato nell’articolo “Noi e l’ambiente”):
Shyamalan è un genio.


Altri film intelligenti sui disastri ambientali sono: “Twister” diretto da Jan de Bont (1997). Gli attori sono la bravissima Helen Hunt (premio Oscar per un altro film), Bill Paxton e Kiefer Sutherland. Uno dei produttori è Steven Spielberg.


Dante’s Peak” (’98) diretto da Roger Donaldson, con Pierce Brosnan e Linda Hamilton. “Congo” (’95) di Frank Marshall, con Laura Linney, Dylan Walsh ed Ernie Hudson. Questo film parla dell’estinzione dei gorilla di montagna fra Congo (appunto), Zaire e Gabon. Anni fa fu uccisa anche una studiosa scomoda, la Fosset, pur di continuare a cacciarli (vedi “Gorilla nella nebbia”).
Sia “Congo” sia “Twister” sono stati scritti con la collaborazione di Michael Crichton.
I

nfine, un film ancora migliore è “Outbreak: virus letale” diretto da Petersen Wolfang, col grande Dustin Hoffman. Nel cast figurano anche Rene Russo, Morgan Freeman, Donald Sutherland e Kevin Spacey.
Il film fantascientifico (come “Congo”) parla, però, di un’emergenza molto più grave: una malattia devastante usata da “qualcuno” come arma di distruzione…
 
 


Io ho umilmente usato LA FOTOGRAFIA (con qualche effetto digitale), per attirare l’attenzione sul tema della Natura…che ci riguarda.
 
 
 
 






L’INTERPRETE DEL MIO FILM FOTOGRAFICO è L’ATTRICE ELENA D’ANNA











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