Il convoglio è di quelli datati. E’ sera e fa fresco.
Ha piovuto e le luci della stazione si accendono qua e là.
Lara ha preso posto in uno scompartimento vuoto e ancora buio: non si vede nessuno sul treno, malgrado siano solo le 18.
E’ un po’ infreddolita, nello stress dell’autunno metropolitano, fra lavoro in ufficio e  preparativi per il suo matrimonio.
E’ un tempo in cui è difficile pensare e non c’è neanche la voglia di farlo.
Ha trentacinque anni, ma ne dimostra venticinque, d’aspetto e non solo.
I capelli castani e ondulati scivolano oltre la sciarpa rossa, che lei rifiuta di togliersi come il cappotto:
“Quando accendono la luce…?”pensa”sembra di stare in cantina”.
Ad un tratto una cosa scura passa di volata nel corridoio…
“Che cavolo era?”
Ma “la cosa” torna indietro…
… è un tipo indecifrabile con un giubbotto blu in testa. Forse non vuole farsi riconoscere dalla Polizia Ferroviaria…
Proprio ciò che ci vuole per il pragmatismo e la diffidenza di Lara; ma la curiosità prende il sopravvento e la donna strizza gli occhi per metterlo a fuoco.
-Ciao!- fa lui.
L’impiegata squadra lo sconosciuto che ha osato salutarla senza conoscerla.
Tira su col naso e poi, sprezzante, si volta a guardare fuori dal finestrino.
- Mi siedo qui: la vita è un viaggio triste se si è soli -
Lara si volta di scatto ( come a dire “come osi?”).
Il tipo si toglie il giubbotto e si mette a sedere in diagonale di fronte a lei.
Sorride.
E’ giovane anch’egli e veste in maniera trasandata.
I capelli biondi e lisci sono lunghi oltre le spalle: ha occhi chiari ed un’espressione arguta.
L’impiegata non ha paura che sia un malintenzionato: è troppo indispettita.
Si rigira chiusa nel suo soprabito e fa la superiore.
- Io sono Igor – il tossico è gioioso ora, e non sembra essersela presa a male- sono italiano, però, anche se ho i capelli da tedesco- continua a raffica –mia madre è tedesca- guarda Lara ed anche i suoi occhi sorridono:
- Il fatto che non fai niente per mentire ti rende meravigliosa!-
La donna si volta ancora sdegnosa poi, capendo che non serve a niente, si rilassa un po’…
…sospira nell’oscurità ed, inconsciamente, apre la sciarpa.
Si accomoda meglio sul sedile, si ricorda che il giovane è senza regole, e guarda la propria borsa sul tavolino; ma poi decide di smettere di preoccuparsi e che, comunque, se anche urlasse per un furto nessuno interverrebbe.
Così decide di analizzare meglio il SUO PROSSIMO: la luce non si è ancora accesa, e lo sguardo goliardico di Igor è illuminato solo dai lampioni e le vetrine esterni.
”Che assurdità non dare i servizi a chi, come me, paga sempre l’abbonamento! Che paese strano il nostro in cui, chi rispetta le regole deve pagare per chi, come questo qui, non le rispetta!”
Lara si rigira verso il finestrino: un controllore la guarda da fuori,senza capire il suo disagio, e lei lo riguarda con un sorrisetto ironico.
“Ebbene va così” pensa l’impiegata “io sono qui con questo tipo disastrato, che non ha la capacità di intendere e di volere; mentre là fuori tutto è normale e la stazione è più un luogo di scambi commerciali che un servizio alle persone. E se questo drogato decidesse di accoltellarmi, nessuno se ne prenderebbe cura!”
- Non sei un tipo loquace ma non devi preoccuparti: io non mi offendo- fa l’uomo simpaticamente, ma sembra aver letto tutti i suoi pensieri.
- Sono un viaggiatore, ma non come te-
La donna continua a scrutarlo con curiosità” se non altro” pensa “ sei piuttosto perspicace…”
- Io sono un osservatore delle persone; non mi sono ancora stancato della razza umana.
“ Ma guarda se, per essere filosofi a questo mondo, bisogna essere dei drogati pidocchiosi!”
- Sono un po’ trasandato, lo so, ma cerco di non perdere d’occhio la realtà…
Lara è presa un po’ in contropiede nella sua mentalità borghese; abbassa gli occhi” forse fra il giudicare e il conoscere esiste una differenza, e non è vero che la parte attiva della  società ha capito tutto…”.
Le hanno sempre detto” studia,  lavora, facendo ciò che la società ti chiede, altrimenti ti ridurrai come quei relitti umani che girano per le stazioni”…ma lei riflette ”…forse non si dovrebbero avere  preconcetti…”
- Ho cominciato studiando architettura, poi ho frequentato certi locali notturni perché, mi dicevo”di notte la gente è più se stessa…ho amato una ragazza, ma intanto la majiuana mi ha reso un po’ infedele…non è vero che la Droga ti aiuta a trovare risposte, all’inizio pensavo così, ma non è vero…intanto ho trovato anche un lavoro durante l’università, in uno studio d’ingegneri, perché dicevano che ero bravo e scaltro…non è vero che non ero inserito nel mondo del lavoro.” Lavora che poi metti la testa a posto!”… ma alcuni tossicodipendenti sono ben inseriti nella società… Così ho cominciato a provare la cocaina, la droga dei ricchi (e comunque ora fanno gli sconti…) me la davano perché lavoravo sodo e li facevo guadagnare, pur da praticante…
I loro occhi s’incrociano adesso: forse Igor ha toccato un tasto sensibile per Lara.
- Ero un tipo fortunato anche per i miei, per tanta gente (i parenti mi invidiavano ed anche alcuni amici). Ma non sapevano che avevo una maschera.
“Finisci l’università e sposati!”ma Eva, la mia prima fidanzata era sparita, intanto; con la Droga purtroppo ti accorgi che i tuoi treni se ne vanno, quando ormai non ci sono più da un pezzo…
- Era di quelle ragazze che accettano di vederti anche solo la domenica, senza chiederti cosa hai fatto tutta la settimana senza di loro. Lo fanno per dimostrarti che puoi sentirti libero, pur fidanzato, come si usa oggi. Mi avrà anche messo le corna, nel disperato tentativo che mi accorgessi di lei, ma ti giuro bella sconosciuta,che non me ne sono accorto!
L’impiegata lo guarda paonazza, all’improvviso, come se Igor in quel momento rappresentasse tutti gli uomini del mondo, al contrario delle donne tradite o lasciate per distrazione.
Chissà se anche il suo uomo pensava quelle cose, fra un impegno e l’altro di lavoro o fra un preparativo e l’altro del loro matrimonio.
“Dopotutto una donna non sposata che fa? “ma ascoltare LA COSCIENZA del tossico induceva anche lei a farsi delle domande.
- Non dico che tutti gli uomini abbiano pensato le mie stesse cose, per esempio il tuo…
Lara non si meraviglia più di nulla ormai; mentre la luce non si accende ed il treno, in ritardo, non parte.
Ma c’è qualcosa di simile in loro, che non si aspettava.
- Poi, i tipi dello studio mi hanno fatto conoscere Gaia, un architetto da poco laureata.
Lei mi ha aiutato a fare gli ultimi esami e loro mi hanno seguito nella tesi: perché perdersi tanto negli studi, se il principale è un professore della Facoltà di Architettura ed un professionista affermato?
Quando sei giovane non t’importa tanto d’esser onesto, soprattutto se i tuoi genitori non ci pensano e i datori di lavoro t’insegnano le scorciatoie…
-…ricordo un mio compagno di facoltà dei primi tempi, che aveva intuito tutto, mi fissò ”tanto sconterai tutto dopo…”era arrabbiatissimo: il mio capo, che era il suo relatore, non gli permetteva di  presentare la tesi…
-Vedi bella sconosciuta: lui lavorava e studiava duramente, mentre il mio capo, noto penalista di questa città, non gli permetteva di finire gli studi… nella sua protervia, lo faceva per favorire quelli come lui e quelli rampanti come me, che gli stavano simpatici per aver abbracciato i suoi principi-
Igor abbassa gli occhi adesso, e gli torna in mente lo sguardo dell’amico.
- Io, intanto, avevo preso gusto a tagliare la strada agli altri… è anche questa città così razionalista…
…ricordo che gli ultimi tempi, in facoltà, alcuni mi veneravano: ero un po’ Dorian Gray:
tutto apparenza…
- Ancora non mi ero accorto della strada in discesa…la salita è grama- tornando a sorridere- mentre l’inizio della discesa è liscia come l’olio: non te ne accorgi.
-Avrei avuto bisogno di una tipa dura, proprio come te; non come la dolce Eva, che mi dava sempre ragione o che magari mi disprezzava in segreto…si: se avessi avuto una ragazza come te, sicura e disciplinata, io non sarei precipitato…
Lara ha perso tutta la sua antipatia adesso.
E’ vero che è buio, ma lo sconosciuto è tranquillo, per la verità, ed ha scelto proprio lei per raccontare la sua vita…lo sguardo della donna si è fatto inconsciamente tenero ”non pensavo  avessi fatto tante cose…”
- Ho visto tanto mondo, ho amato ancora, o almeno ci ho provato con Gaia.
-Ma lei sembrava programmata per tutt’altro: per lei IL CONCETTO DI AMORE era qualcosa di superato, retorico e sdolcinato (credo che fosse ferita in realtà…è così quando cerchi troppe scuse)-
Anche lui ora parla guardando fuori, con le luci colorate sul viso.
Sembra stanco, è un po’ magro infatti, e pallido.
Sa che avrebbe bisogno di un abito nuovo e di una vita nuova.
- All’inizio era tutto eccitante: Gaia la sofisticata, lo stipendio alto dello studio di architettura, una bella auto e un bel appartamento in centro…anche dove abiti conta, per dire chi sei, in questo mondo… ma poi la Droga matrigna mi ha fatto perdere i colpi…
 
 
Igor e Lara si fissano: sono UN UOMO e UNA DONNA  NELLA CITTA’…i rumori delle cose vogliono cancellare i pensieri; ma essi resistono, nelle loro vite opposte, che potrebbero essere spazzate via dal TEMPO, ma che la COMUNICAZIONE può salvare.
Il silenzio, a volte, ripaga di tante parole inutili o crudeli.
Si percepisce nell’oscurità e può curare le ferite.
 
 
- Il professore-principale dapprima ha cercato di recuperarmi, si è pure messo contro suo figlio per farmi diventare il suo delfino..(mi aveva fatto anche conoscere dei soci, delle persone strane…) poi, però, ha rischiato di perdere la faccia, con la maschera!- ride-
-E allora ha cominciato ad ignorarmi, dopo avermi detto che ero un pazzo, e che un miliardo di persone avrebbero fatto follie per trovarsi al mio posto!
-Il punto era che non avevo più voglia di fingere…
 
 
- Tu, bella sconosciuta, credi che la nostra generazione possa fare qualcosa? O che passerà senza che nessuno si accorga di noi? Senza che la STORIA  abbia davvero bisogno di noi…a volte ci penso…
-…ma nessuno può vivere solo per se stesso…
 
 
- Allora una sera un po’ folle, per la droga e l’alcool, ho rapito Gaia da un “locale molto in” e l’ho trascinata in Piazza Duomo. Ero completamente fatto e senza più” il mio aspetto in”.
Lei mi ha fissato, col suo sguardo di-quella-che-non-si-scandalizza-più-di-niente, ha fatto cenno agli altri che ero innocuo, e mi ha seguito nelle mie peregrinazioni pazze nel centro-città…
 
 
-Quella sera le ho fatto parecchie domande, in fondo noi eravamo una specie di coppia. Lei mi ascoltava , ma alla fine mi ha detto che non conosceva neppure una risposta per quelle domande…
-…e forse non stavamo neanche INSIEME!!
 
 
Lara è sfinita dal ritardo, si strofina il naso, guardandolo.
- Chissà quante cose avevi da fare oggi pomeriggio…
L’impiegata ha un’espressione come a dire” se sapessi!”ma in fondo vuole sentire il finale della storia; ed aggiunge un’occhiata simpatica.
Poi:
- TRENO REGIONALE DA FIRENZE A BORGO SAN LORENZO  E’IN PARTENZA SUL BINARIO 12 : VIAGGIA CON 50 MINUTI DI RITARDO- la voce gracchiante dell’altoparlante è impassibile come sempre.
“ Allora ci siamo quasi!”pensa Lara guardando l’orologio. Improvvisamente torna alla vita di sempre, assaporando lo shopping che dovrà fare, ed i programmi per la serata con gli amici.
Intanto l’oscurità colorata tarda ad illuminarsi, e neanche il riscaldamento si accende.
 
 
- Fa freddo…- Igor parla a sé, adesso, mentre la sua voce si abbassa.
L’ indifferenza della donna deve averlo un po’ ferito, nonostante sia solo uno sconosciuto, lei non gli ha mai risposto.
Ma l’uomo si sfrega le mani, poi ci alita dentro.
Sorride davanti a sé, ai cartelloni pubblicitari…
Si guarda intorno.
Una signora passa nel corridoio del treno e lo fissa senza espressione.
Un bambino, figlio della passante, la segue facendogli la linguaccia.
Igor pensa fra sé…
 
Ma Lara si ricorda che non è sola.
Adesso si volta e lo guarda convinta: è uno sconosciuto, ma è gentile, e lei non conosce tante persone così lucide.
 
Finalmente passa un altro controllore davanti al finestrino.
L’impiegata vorrebbe chiamarlo per segnalargli il guasto…lui la vede e si gira, ma lei si ricorda di Igor e non vorrebbe nuocergli…
Il ferroviere si volta …
e lei gli fa segno che non importa …
 
 
Il sorriso del tossico è illuminato dal neon rosa della gelateria di fronte.
- Allora dove ero rimasto…è un film la mia vita
Lara è seriamente dispiaciuta, ora, è diffidente ma non vuol essere sgarbata…il drogato, in fondo, non le ha fatto nulla e lei lo guarda con dolcezza.
 
 
- Ti dicevo che… la signora Gaia non sapeva le risposte alle mie domande; ed intanto avevamo ventisei anni. Eravamo troppo grandi per fare ancora i cretini. Ma l’orgoglio, a quella età, ha ancora un grosso ruolo. Potevamo risorgere insieme, mentre abbiamo preferito rovinarci da soli!
Lei giocava ancora a fare la donna perfetta, che nasconde i problemi: non era arrivata al mio punto in cui, non senti più di mentire a te stesso… e cominci a guardarti allo SPECCHIO…
 
 
La bella sconosciuta sente che le loro vite si assomigliano, e quel uomo l’aiuta persino a capire  gli uomini.
 
 
Lara abbassa il capo e comincia a pensare.
Non è poi così terribile: si può fare anche il bilancio della vita in fondo…
…ma se il treno fosse partito in orario…?
…esiste il CASO?
 
 
La donna fa un profondo sospiro.
Adesso è Igor che è in vantaggio fra di loro: è il più ricco di umanità.
“ E’ anche bello…se non fosse che non si lava…rieccoci…sono la solita borghesuccia sputa- sentenze. Meno male per lui che il treno sta per partire…” sorride e sembra un’altra persona.
Igor continua a fissarla:
-… ho cominciato a vivere per strada e, se sei un tossico rompi-scatole, la vita cambia: niente più donne che ti desiderano, niente ristoranti di lusso, niente vacanze sulle isole…sicuramente bella passeggera avrai capito cosa intendo-
All’impiegata sembra di conoscerlo da sempre.
- Per strada come un cane rognoso…adesso per esempio: dicono che devo pagare i biglietti dei treni…ma io lo stipendio degli architetti non ce l’ho più, e neanche quello dei professori universitari!
Ridono.
Lara si guarda intorno, adesso, e capisce che si stanno per lasciare.
Lui osserva affascinato gli occhi nocciola di lei, con molta flemma, come chi è fuori dal mondo ed è abituato a farsi espellere dalla società.
La passeggera, però, è pensierosa.
Abbassa il capo per tornare alla sua normalità.
 
 
Poi rialza lo sguardo che si fa drammatico: due poliziotti salgono sul treno, che intanto si è messo in moto.
La luce si accende improvvisamente.
I due passeggeri strizzano gli occhi, ma è troppo tardi per guadarsi…
- Il signore viaggia ancora senza biglietto?!!
Igor sorride a Lara.
Lei è solidale.
I due energumeni, che stanno solo facendo il loro dovere, afferrano il tossico approfittando della sua gracilità ed arrendevolezza.
L’uomo saluta la donna con la mano…
L’impiegata vorrebbe intervenire…
- Vieni qui rottame umano!!!
- Ladro!!!- fa il collega.
Mentre la scena si fa disgustosa e priva di dialogo, Lara la commenta col suo sguardo di chiara disapprovazione.
I ferrovieri hanno preso a trascinare Igor in piena regola.
- Igor…- fa la donna.
- Silenzio!!!Sappiamo che siete sconosciuti!
La passeggera non può fare a meno di aggiungere:
- Buona fortuna…
…mentre qualcuno strattona il sorriso di Igor.
 

Copyright © 2008-2017 - Il Raggio di Luce. Tutti i diritti riservati. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n° 62 del 7/03/2001.

______

Se qualcuno ritenesse che sia stato violato il copyright delle sue opere è pregato di segnalarlo.
Rimuoveremo immediatamente le foto in questione.

I MIEI SUGGERIMENTI

  • Le ali spezzate

    27 Gennaio 2009
    Qualche settimana fa, ero in provincia di Firenze, in una piccola città. Accanto ad un centro commer...