Paese croato situato fra Croazia e Bosnia Erzegovina, facente parte della Diocesi di Mostar (diventato bosniaco per intervento dell’ONU).
Da ventotto anni, è punto di riferimento spirituale per persone di tutto il mondo: potenti ed individui comuni, ecclesiastici della Chiesa Cattolica e di altre chiese, consacrati e non.
E’ un luogo misterioso, in cui accadono cose misteriose…
Nel giugno 1981, sei abitanti del luogo dicono di vedere una Persona Femminile di un’Altra Dimensione (che però appare sottoforma umana).
Sono Ivanka Ivankovic, Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Jakov Colo, Marija Pavlovic: sei adolescenti.
Dopo quasi trent’anni, questi diventano famosi in tutto il mondo pur essendo “persone comuni”.
Ho avuto modo di ascoltare Ivan  nel 2006,
durante un discorso tenuto a centinaia di pellegrini, in uno stabile vicino alla Chiesa parrocchiale di S. Giacomo. 

                                                                                           Marija Pavlovic



Ho visto un uomo con i piedi per terra e la testa sulle spalle (come si dice in Italia).
Parlava della sua esperienza con ponderatezza, senza vanità.
E’ uno dei mistici che “vede la Signora” ogni giorno.
Aveva un’espressione, mentre lo diceva, che faceva tenerezza e confidava di vivere  fra due dimensioni…
Quando ha finito il racconto dei fatti, attraverso un interprete del luogo, è uscito da una porta secondaria perché i pellegrini, fino ad allora attentissimi e silenziosi, dopo la conferenza avrebbero voluto “assalirlo” col loro entusiasmo.
Quel quarantenne, dall’aspetto comune e dal viso serio, se n’è andato come una persona anonima; dopo aver detto, con un sorriso, che: “la Madonna preferisce che andiate alla Messa (che sta per iniziare) piuttosto che restiate ancora qui”.
 
Fra la fine di giugno e i primi di questo mese sono tornata a Medugorje ed ho fatto gli esercizi spirituali con la Comunità Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante.
Eravamo un migliaio.
La Cittadella “Orizzonti di Pace” (a pochi kilometri da Medugorje) è ancora in costruzione; ma il palazzetto dei congressi è già funzionante.
Sembra che, presso questa nuova comunità, le cose “caschino dal cielo”.
L’età media delle persone presenti era trent’anni; ma c’erano anche adolescenti e persone mature.
Pareva che le classi di età (come quelle sociali) fossero abolite.
I Giullari della Gioia animavano con musiche, balli e canti (è stato presentato il nuovo CD :” Vita che rinasce” di Francesca Picollo ed altri).
Sul palco sono arrivati spontaneamente dei bambini (che avrebbero dovuto essere coi baby-sitter!), questo mostra come la Provvidenza si serve di chiunque.
Al convegno c’erano il cantante Nek (Filippo Neviani) e sua moglie Patrizia (che hanno collaborato alla costruzione della cittadella); mentre il giornalista Paolo Brosio ha reso una toccante testimonianza  sulla sua vita.
RAI 2 ha trasmesso un programma girato nello stesso luogo (“Sulla via di Damasco”), condotto da Don Giovanni D’Ercole, che da anni partecipa alle attività della comunità.
La cosa più importante, però, sono stati gli esercizi.
Le parole di Chiara (che somiglia non poco alla scomparsa Chiara Lubich) erano penetranti, pur nella loro semplicità: diceva che, oltre a pregare e a dire, bisogna essere: cosa  difficile in questo mondo.
Ma, come mi ha detto Claudio Imprudente (vedi la pagina ATTUALITA’), la società siamo noi.
Allora ho cominciato a “guardarci” mentre eravamo al bar, mentre eravamo fra noi pellegrini o con la gente del posto, mentre meditavamo sulla collina delle apparizioni (Podbrdo) o sul monte Krizevac : la maggior parte di noi faceva fatica ad ESSERE (me compresa): alcuni di noi sgridavano i giovani di Nuovi Orizzonti che lavoravano al bar, altri parlavano male dei pellegrini assenti, altri trattavano con freddezza il popolo croato ospite, ed altri non riuscivano a concentrarsi nemmeno sulla collina o sul monte…
Verso la fine degli esercizi, cominciavamo a star meglio; ma abbiamo dovuto passare un’intera settimana prima di rilassarci e “svuotarci del mondo”, che poi siamo noi stessi e i nostri fantasmi.
Con la massima pazienza, la relatrice (che ha confidato di star male fisicamente) ci ha condotti  per mano attraverso 7 giorni intensi.
Anche noi siamo stati fra due dimensioni.
Tra le testimonianze, che ascoltavamo il pomeriggio, ci sono state quelle di Marjia, Mirjana e Jakov.
La prima (che come Ivan ha “le apparizioni” quotidiane) ne ha avuta una  quando era con noi.
Personalmente non ho percepito nulla; ma il volto della veggente, ingrandito dal proiettore, era senza dubbio suggestivo.
La donna pareva estraniata da tutto: devo dire che vedeva Qualcuno molto superiore all’umano.
I suoi occhi, pur da ventotto anni, erano concentrati e impressionati, quasi timorosi, di fronte alla porta aperta sull’Infinito.
Mirjana, un altro giorno, ha detto di sentirsi di fronte al Paradiso (non quello della Lavazza!).
Questa seconda mistica “vede la Madonna” una volta al mese ed il giorno del suo compleanno.



                                                                                                     Il cantante Nek e Chiara Amirante  
 





Poi è venuto alla Cittadella Jakov, il più giovane (che adesso ha 38 anni).
Anche lui è un capolavoro di SEMPLICITA’.
Avere esperienze di questo tipo mette alla  prova, tempra il carattere e fa cambiare vita se si era superficiali.
La grandezza di queste persone sta nel fatto che, essendo comuni, non attirano l’attenzione più di tanto; ma sviluppano, con l’aiuto del Cielo, una corazza da cavalieri di Luce invidiabile, resistendo tanto tempo come TESTIMONI.
Penso che i veggenti siano molti; ed infatti, come dice Padre Livio Fanzaga (ideatore di Radio Maria), vedere non è un merito: è un DONO.
La cosa difficile è testimoniare di aver visto!
Tanti rimuovono le visioni o le minimizzano dicendo “con umiltà” che non sta a loro parlare.
Altri ancora odiano ciò che non possono gestire e spiegare in proprio.
Mentre essere mistico e testimone è raro; ed io ammiro molto i veggenti, anche quelli sconosciuti, che rimangono coerenti nell’AMORE.
La posizione dei Vescovi su Medugorje è varia: va dal disprezzo di alcuni, alla gratitudine commossa di altri, che si recano personalmente sul luogo.
Mentre le dichiarazioni ufficiali sono “prudenti”.
Karol Wojtyla diceva: ”Se non fossi Papa, sarei a Medugorje a confessare”.
Ma dense nebbie si propagano, ora, su quest’oasi di Pace…
Una mistica statunitense riferiva anni fa, ad un giornalista, che la sua infermità era dedicata affinché ”non fosse bombardata la Chiesa di S. Giacomo” (!).
Radio Maria, che ascolto sovente, 2 volte al mese trasmette i messaggi che Maria Santissima dà ai veggenti che, nel frattempo, si sono trasferiti fra Bosnia, Italia e Stati Uniti.
Il Vescovo responsabile osteggia le apparizioni, ma l’Episcopato Iugoslavo e la Santa Sede si sono interessati alla cosa, come ho detto.
Quando in unione con Dio Padre, la Regina della pace deciderà, i 10 segreti (dati separatamente ai veggenti) verranno comunicati ad un sacerdote francescano (che dovrebbe trovarsi ora in Germania).
I 6 di Medugorje proseguono l’opera dei veggenti di Fatima (soprattutto di suor Lucia).
Nonostante la falsa ironia di molti “credenti”, i segreti interessano eccome.
Ma, quella che sembra essere proprio Maria, ha già detto tutto, raccomandando di amare e perseguire
la riconciliazione fra i popoli.


















2 foto di Lucia Berni
 
 










LA TESTIMONIANZA DI
UNA PELLEGRINA: “MEDUGORJE: LA TERRA DI GUARIGIONE DEL CUORE”
 
Non siamo abituati a preoccuparci dello stato di salute del nostro cuore.
Quello che ci preoccupa è tutt’altro; eppure questo “tutt’altro”(la salute, il lavoro, l’uomo / la donna della vita) spesso diventa salita troppo irta, fatica gravosa  dai risvolti imprevedibili ed indesiderati.
E’ allora che ci troviamo su un pullman, in direzione Medugorje: perché quell’amico ci ha invitati o perché qualcuno ci ha parlato degli esercizi spirituali di Chiara Amirante (fondatrice di Nuovi Orizzonti), descrivendoli come una “bomba”, un’esperienza irripetibile.
Ed è lì che “Qualcuno”, in realtà Maria, si prende cura del nostro cuore, facendone dolcemente affiorare le ferite, arcane o recenti, che impediscono di “pompare” amore a pieno ritmo e le malattie, che ne invertono la direzione, “lo fanno ripiegare verso l’io” anziché verso Dio.
E’ lì che Maria ( che per me che credo è Madre di Gesù, l’Uomo-Dio), dice a ciascuno: < Ho bisogno di te> (frase tratta dai messaggi).
Di me?!
“Ho bisogno che il tuo cuore punti in alto, metta le ali, ritorni a pompare amore”
E’ così che ti trovi - con un moto che di umano ha ben poco – a perdonare chi di quelle ferite è il fautore, perfino ad amarlo, perché è tuo fratello o sorella, perché è “povero” come te, perché altrimenti il tuo cuore rimane nella paralisi.
Così , da un cuore di carne trapiantato al posto del cuore di pietra (con il quale sei salito sul pullman) nasce prima di tutto un grazie.
Le pietre dei nostri cuori sono rimaste sul Podbrdo e sul Krizevac, dove Lei ci ha curati, guariti e consolati, come la più attenta e premurosa delle madri.
Un viaggio” per il cuore” quello per Medugorje, in cui non si fanno distinzioni di sesso, età, stato sociale:  c’è solo il desiderio di provare la gioia che (finalmente!) non dipende dal “tutt’altro” che ci preoccupa. Una gioia che deve rinascere, ogni giorno, resistente ai colpi di vento, ancorata nel profondo, alimentata da una fonte inesauribile”.
                                                                               
                                                                     Avvocato trentenne

 
 
 

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