Carissimo Ministro Alfano,
sono una cittadina votante che si occupa di politica: perché credo che tutti gli italiani debbano essere attivi ed interessati alla Cosa Pubblica.
Le scrivo in merito alle leggi contro la violenza carnale alle donne e ai bambini.
Credo siano inefficaci, se gli stupratori non rimangono in carcere che pochi giorni (permettendosi di diffamare le vittime).
La piaga degli stupri purtroppo è reale. Non è vero che donne e bimbi si divertono a confessare abusi mai subiti. Non è pensabile che queste persone si mettano “in pasto alla folla” per niente: se il fatto non fosse avvenuto, non ne varrebbe la pena.
Ma nel nostro paese sussiste un potere patriarcale che scusa la violenza dei forti sui deboli, facendo dell’Italia una delle nazioni più arretrate d’Europa.
Addirittura mi diceva un tunisino che, nel suo paese, i pedofili vengono puniti con pene esemplari.
L’esempio dei due stupri a Roma e a Castellammare di Stabia sono sintomatici.
E, siccome le vittime sono due nord-europee, la distanza culturale fra il nostro e i loro paesi si è fatta sentire.
Io non sono disfattista o esterofila: non credo che all’estero tutto sia migliore, perché ho viaggiato e conosco la realtà. Ma l’impunità e l’arroganza dei violentatori in Italia è insopportabile, e svergogna la nostra nazione nel mondo.
E le donne italiane, soprattutto al centro-sud, non denunciano neanche perché hanno poca fiducia nello Stato.
I bambini parlano delle violenze ai genitori, ma poi sono le istituzioni che non rispondono adeguatamente: veda il caso di Rignano Flaminio.
Non sono giustizialista; ma ci vorrebbe una cultura del RISPETTO, una campagna di SENSIBILIZZAZIONE ATTRAVERSO I MEDIA (uno spot contro lo stupro, per esempio). E soprattutto una legge che aumenti gli anni di carcere per questo reato, come il divieto di usare la condizionale per i violentatori.
Le vittime devono produrre delle prove; ma se queste ci sono (come un referto medico) i magistrati devono considerarle con attenzione e giudicare questa infrazione come un vero crimine.
Qualche anno di carcere è indispensabile per arginare il fenomeno (spesso questi delinquenti si organizzano per minacciare la famiglia della vittima..).
Ed in galera sono indispensabili la guarigione psicologica (spesso queste persone sono state violate da piccole) e corsi di formazione civica: perché i carcerati vanno recuperati!
Non credo che la prigione debba essere un deposito di gente alienata: sia per se stessa che per la SOCIETA’ che la deve riaccogliere dopo la detenzione.
E penso che, se uno ha sbagliato ma poi fa un CORRETTO CAMMINO DI RECUPERO, noi tutti dobbiamo dargli UN’ALTRA POSSIBILITA’

N. B. :questa missiva è stata inviata all'Ufficio stampa del Ministero della Giustizia nel 2009

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