E’ una giornata assolata e m’incammino, dalla stazione al Comune; la gente, indicandomelo, esprime familiarità.
Vedo le piste ciclabili e i cassonetti colorati della raccolta differenziata Porta a Porta.
Il palazzo del Comune è coperto da pannelli solari (che soddisfano un terzo del suo fabbisogno energetico).
Fra le bancarelle del mercato, ci sono recipienti marroni per la spazzatura organica.
Alessio Ciacci è una persona molto semplice e cordiale (non ha aspettato mesi prima di ricevermi e rilasciarmi l’intervista).
 
Helena Gray: - La strategia “Rifiuti Zero” è un movimento mondiale, dov’è nato?
Ciacci: - A Canberra, in Australia (nel 1995).
H.:- Capannori ha aderito nel 2007, e fa parte dell’”Associazione Comuni virtuosi Italiani”: ogni quanto vi riunite?
C.:- L’Assemblea si svolge circa  2 volte l’anno, mentre ogni 2-3 mesi c’è il Consiglio direttivo.
H: - Qualcuno dice che la raccolta multimateriale (plastica, vetro, lattine ecc), che finisce nelle aziende REVET, non funziona come dovrebbe (anche Capannori fa capo a Revet).
C.: - Revet ha avviato una ristrutturazione dell’azienda (i suoi impianti sono a Pontedera ed Empoli). La criticità stava nel fatto che loro ricevevano tutto: vetro, plastica e lattine e li separavano meccanicamente: il prodotto finale era di scarsa qualità. Ora raccolgono il monomateriale (Capannori glielo chiedeva da tempo) per vendere meglio la plastica da sé, il vetro da sé e le lattine da sé. Aziende come la Piaggio hanno accettato di acquistare direttamente queste “materie seconde”ed inserirle nei loro processi industriali.
Capannori ha iniziato il percorso virtuoso nel 2005-06, ed in Regione abbiamo suscitato clamore.
Faceva parte del nostro programma elettorale ma, in Toscana, siamo stati i primi (la Giunta capeggiata da Giorgio Del Ghingaro, PD, è stata eletta nel 2004 e riconfermata nel 2009).
L’opposizione locale (PDL) faceva ostruzionismo: diceva che i rifiuti, col Porta a Porta, sarebbero rimasti per strada, sarebbero raddoppiati e tutto sarebbe andato nell’inceneritore comunque.
Per questo abbiamo puntato tutto sulla partecipazione: abbiamo organizzato pullman gratuiti, per far visitare ai cittadini gli impianti in cui si effettua il riciclo; abbiamo fatto assemblee in circoscrizioni, bar e parrocchie pur di avvicinarci alla gente. E abbiamo lavorato con le associazioni locali: via via che sperimentavamo ed estendevamo il Porta a Porta, a Capannori (e le sue 39 frazioni) collaboravamo con le associazioni presenti, secondo il loro territorio. I volontari andavano di casa in casa, per la consegna dei bidoncini, dei sacchetti e del materiale informativo (se l’avessero fatto i tecnici del Comune o dell’azienda Ascit, sarebbe stata una cosa frettolosa). Così, invece, la gente ha sentito il progetto più vicino a sé.
I responsabili del corso di Scienza della Comunicazione (Univerità La Sapienza di Roma) hanno fatto un’indagine sul gradimento del Porta a Porta in Italia, e Capannori ha avuto il risultato migliore (94% di gradimento).
Per funzionare il progetto del Porta a Porta deve essere calibrato sul territorio. In altri comuni, non ha avuto successo per la poca informazione ai cittadini, e quindi la poca partecipazione fra amministrazione e popolazione.
H: - Non funziona se la popolazione butta i rifiuti alla rinfusa…
C: - Sì, è ciò che è successo a Pisa e non solo; conviene dunque fare prima una campagna informativa adeguata e poi iniziare la raccolta differenziata: il rapporto fra cittadini e Comune è fondamentale.
Noi iniziammo la sperimentazione nella frazione di Guamo (600 abitanti)
ed ottenemmo la percentuale del 75%, in poche settimane.
Poi cominciammo a Marlia e Lammari (10.000 abitanti), le frazioni principali. Qui avremmo valutato davvero la fattibilità del progetto…fu un successo: arrivammo ad una percentuale dell’82% di raccolta differenziata.
A quel punto iniziammo ad estendere il Porta a Porta a tutto il Comune e decidemmo di aderire alla Strategia Rifiuti Zero, che va oltre la semplice raccolta differenziata.
Come ho detto, RIFIUTI ZERO nasce a Canberra, si estende poi a San Francisco, Buenos Aires, Rosario e ad altri luoghi.
Ma in Italia, c’era solo chi parlava di far a meno di inceneritori e discariche: nessuno aveva tradotto queste parole in esperienza amministrativa.
Il territorio di Capannori ed altri comuni limitrofi, serviti dall’Azienda Ascit (interamente pubblica), sono arrivati a più dell’80% di RD ( in tutto 100.000 ab): Porcari, Altopascio, Villa Basilica, Pescaglia ecc.
Altro dato essenziale è LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI, che è utile anche PER MOTIVI ECONOMICI.
Bisogna sicuramente ridurre gli imballaggi. Noi abbiamo cercato, per questo, di avvicinare produttori e consumatori: abbiamo creato un mercato contadino settimanale e qui i produttori locali portano le loro merci in uno spazio allestito dal Comune.
H: - Ma le grosse aziende o gli ipermercati come hanno reagito?
C: - Noi cerchiamo di coinvolgere tutti nei progetti di tutela ambientale; ma hanno risposto solo i piccoli imprenditori e negozi. Come per i detersivi alla spina : iniziativa essenziale per ridurre l’accumulo di plastica.
Per informare la gente, abbiamo stampato un segnalibro con l’elenco dei negozi che vendono detergenti sfusi.
Un altro intervento importante è stato quello del latte alla spina.
Prima gli allevatori percepivano 30 centesimi al litro dalle centrali (e rischiavano di chiudere le aziende) con questo tipo di commercio, il Comune ha voluto pagare meglio gli allevatori ed ha portato il prezzo del latte da 1,30/40 a 1 euro.
Il  consorzio per la raccolta ed la vendita del latte locale “ci ha fatto la guerra”; ma il Comune ha la sua autonomia e siamo andati avanti.
L’amministrazione ha speso 15.000 euro per ciascun distributore, e li ha piazzati in luoghi visibili come il parcheggio delle Scuole Elementari.
Le centinaia di consumatori, che hanno aderito, portano le loro bottiglie di vetro, quindi si risparmiano soldi e rifiuti. Tutti ci guadagnano (a parte la grande distribuzione, ma a noi farebbe piacere se anche questa partecipasse).
H: - Quanti sono adesso i distributori?
C: - Ne abbiamo 2 pubblici (a Lammari e a S. Leonardo in Treponzio) ed uno privato ( a Pieve S.Paolo).
H: - Mi parli delle iniziative per ridurre le acque in bottiglie di plastica
C: - Abbiamo sensibilizzato la gente. L’acqua dell’acquedotto comunale è controllata spesso, e noi abbiamo mandato i risultati dei controlli nelle scuole (è più controllata delle acque in plastica). Abbiamo parlato con i genitori dei bambini (abituati alle scuole che acquistano acque in bottiglia) ed abbiamo mostrato loro che l’acqua pubblica è buona. Alla fine, grazie alla partecipazione, abbiamo stabilito che nelle scuole, e non solo, si bevesse solo acqua dell’acquedotto.
E poi abbiamo costruito la Via dell’Acqua: 15 fonti sorgive del territorio che vengono depurate con un sistema a raggi ultravioletti (talvolta espropriate a privati).
H: -A Capannori si applica la riduzione della tariffa sui rifiuti, per chi fa il compostaggio?
C: - Certo, anzi incoraggiamo la gente a farlo affinché diminuisca (nell’interesse di tutti) la spazzatura organica all’origine; ed il recipiente lo fornisce gratis il Comune. Il cittadino deve fare l’autocertificazione.
H: - Come effettuate i controlli per questa pratica?
C: - I volontari del WWF controllano periodicamente il 10% delle persone. I risultati, in verità, sono ottimi.
Anche per le sagre abbiamo cambiato il regolamento: NON PIU’ PLASTICA: stoviglie di ceramica o Mater-bi.
H: - Cosa fa La Rete Italiana dei Compostatori?
C: - E’ una rete che sta nascendo ora per unire comuni, associazioni e singoli cittadini che cercano di far crescere il compostaggio domestico. A Capannori ci sono 2800 famiglie che lo fanno, e cercano di diffonderlo il più possibile. Siamo stati il primo comune in Italia ad aver istallato una compostiera collettiva proveniente dalla Svezia.
H: - E’ stato in Svezia per questo?
C: -Sì, lì questi macchinari sono usati nei condomini, nei paesi di montagna ecc. (da anni). Non sono grandi:2 volte il mio tavolo, ma assorbono 20 tonnellate l’anno di scarti. E’lo stesso quantitativo  che produce la mensa comunale, perciò abbiamo deciso di acquistare la macchina per istallarla proprio lì, e trattare la spazzatura organica che non si dà più ad Ascit. Ed il trattamento si svolge in poche settimane.
H:- Come funziona il macchinario?
C: - Rispetto al compostaggio domestico, gli scarti organici vengono rigirati e assorbono, quindi, più ossigeno. Ma al loro ingresso vengono anche tritati ed uniti a pellet e scarti di legno, per evitare i cattivi odori.
Il processo è molto più veloce, ed il terriccio ottenuto viene messo nei prati ed aiuole del Comune.
H: - Secondo lei, in Toscana, si fa abbastanza per tutelare l’ambiente come vorrebbe la CE ed il buonsenso?
C: - Dipende dai settori (sorride): c’è il settore dell’energia, dell’acqua, dei rifiuti, delle bio-diversità. In generale, darei un giudizio abbastanza positivo; ma è un po’ più indietro per i rifiuti. Comunque, ultimamente, l’Assessore all’Ambiente sta lavorando per la sostenibilità : 2 mesi fa, ha varato una legge per contenere l’istallazione di pannelli fotovoltaici nei terreni agricoli: abbiamo abbastanza tetti per montare questi d’impianti, i campi servono ad altro. Per la spazzatura, invece, la Toscana è indietro soprattutto i grandi comuni (mentre al Nord e al Sud ci sono già città estese che fanno la raccolta Porta a Porta: Novara e Salerno ad esempio, ma anche Torino). Conosco la realtà piemontese perché, all’inizio, abbiamo collaborato con esperti di quel territorio. Uno di loro è Rafael Rossi: è lui ad aver spinto l’amministrazione torinese a fare il Porta a Porta, ed ora è stato chiamato dal Sindaco De Magistris a rivoluzionare il lavoro sui rifiuti a Napoli. Ci sentiamo ancora: ci aiutò molto qui a Capannori.
Ma città come Firenze, Pisa, Livorno, che avrebbero potenzialità enormi ad investire sul Porta a Porta, rimangono col cassonetto…
H: - E l’inceneritore!
C: - Già. Pensi che a Novara avevano pianificato la realizzazione di una discarica; ma non è stata mai realizzata, perché essendo arrivati al 70% di RD, non ce n’era più bisogno. La responsabilità maggiore è dei comuni, che entro il
2012 devono

Ospedale in costruzione
 

raggiungere una percentuale di RD del 65%, se non vogliono incorrere nella eco-tassa  punitiva. Questa sanzione regionale sarebbe poi investita dalla Regione nella creazione del Porta a Porta (dove ancora non c’è) e per gli impianti di riciclo. In Toscana si potrebbe investire di più in tecnologie alternative all’incenerimento.
H: - E’ vero che il Mater-be è fatto con mais geneticamente modificato?
C: - Dipende da dove lo si fa. Quello fatto in Italia è più naturale.
H: -Sono convinta che la fretta, a cui siamo costretti noi occidentali da una decina d’anni, ci porti ad utilizzare più energie e ad inquinare di più: noi siamo stati allevati con pannolini di cotone, lavabili in lavatrice; e le nostre mamme, anche senza lavastoviglie, hanno lavorato e si sono realizzate. Potremmo evitare, adesso, una parte di oggetti elettrici, e tornare ai pannolini (o pannoloni) di stoffa
con uno strato che si getta nell’organico?
C: -E’ vero.A Capannori, da tempo, c’è la sperimentazione dei pannolini lavabili. Li facciamo vendere alla Farmacia Comunale e, tempo fa, ne abbiamo incentivato l’acquisto, coprendo la metà della spesa (per tutte le taglie fino ai 3 anni). Hanno aderito alcune centinaia di famiglie ed il successo è discreto, la sperimentazione è ancora in atto. Gli assorbenti per donne, lavabili hanno un successo maggiore.
H: - Io ho promosso anche le coppette in silicone…
C: - Certo.Ed i produttori degli oggetti non riciclabili dovrebbero farsi carico del loro smaltimento. Un’altra iniziativa tramite la farmacia è quella dei chewingum biodegradabili: al contrario di quelli classici, non sono fatti col petrolio ma con gomma vegetale, e prodotti dal commercio equo e solidale. Se vanno nel terreno, si sciolgono.
Poi abbiamo “Soffitta in piazza”: la gente porta le cose che non usa più: libri, oggetti vari, piccola mobilia per scambiarli, venderli o comunque socializzare con gli altri. Via via ha cominciato ad arrivare sempre più gente: niente mercificazione degli spazi, come nei centri commerciali, ma ricreare la vera socialità. Anche in una delle 3 isole ecologiche del Comune c’è uno spazio coperto in cui, tramite un’associazione, prendiamo gli oggetti secondo la logica del riuso, dello scambio ecc.
H: - Uso e promuovo saponi all’olio di oliva. L’Italia è ricca di oliveti: perché (oltre che come alimento) non si pensa di farne un’industria di detergenti alternativa a quelli artificiali?
C: - Sono d’accordo. Anche i detergenti alla spina di Capannori sono a base di olio (quindi biologici) e provengono da produttori locali.
Come nel negozio “Effecorta” (che si sta espandendo anche a Ferrara e Firenze) in cui ci sono solo prodotti alla spina, provenienti al massimo da 70 km di distanza. E, nel territorio, se un negozio vende prodotti alla spina, non paga tasse sui rifiuti per quella parte di negozio.
H: - Che dice delle batterie ricaricabili fino a 1000 volte?
C: - Le conosco poco, ma credo siano utili.
H: - Se i centri di selezione, riparazione, riutilizzo e vendita aumentassero in Italia, secondo lei, incrementerebbero l’occupazione per i 30-50enni?
C: - Sicuramente, a S.Francisco è stata creata molta occupazione cambiando il lavoro sui rifiuti.
H: - In Nord Italia, ci sono aziende che praticano la lombricoltura, ma la esportano soprattutto all’estero. Che ne pensa?
C: E’ interessante.
H: - Pare che dietro ai rifiuti  ci siano mafie ed organizzazioni occulte anche peggiori; ma credo che il male maggiore sia la disinformazione dei cittadini dei vari paesi e sono convinta che le nazioni possano rinascere da piccole realtà come i comuni virtuosi.
C: -Sono d’accordissimo. Qui vediamo come è importante far sentire il cittadino protagonista della sua comunità, per ricostruire la fiducia nella Cosa Pubblica. Cerchiamo di far capire che la politica non è distante dalla gente, ma fa parte della vita quotidiana di tutti noi.
 
 
L’Assessore Ciacci ha scritto articoli su riviste, pubblicazioni e siti web. Con altri autori, ha lavorato ai seguenti libri:
“L’Anticasta. L’Italia che funziona” Ed. EMI
“La fine del mondo” Ed. Intra Moenia
e cura il sito www.ciaccimagazine.org
 
ALCUNI INDIRIZZI UTILI:
 
milluminodimeno.blog.rai.it
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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