Eluana Englaro è una giovane donna di 38 anni.

Da quando aveva vent’ anni è inabile a <vivere una vita normale> in seguito ad un incidente stradale: la sua auto sbandò malamente su una via ghiacciata.

E’ un po’ di tempo che la conosciamo: perché la sua vicenda è stata resa nota dai mass-media. Giuseppe Englaro, suo padre, ha portato la sua storia in tribunale per interrompere l’alimentazione con il sondino.

Non si può giudicare tanto dolore, suo e della sua famiglia; ma mi fa indignare l’indifferenza della società civile che, generalmente, non si occupa di queste persone, a meno che non divengano arci-note come gli Englaro. Di vicende come queste non si sa nulla. I malati in coma, infatti, avrebbero bisogno di stimoli oltre che di cure mediche: di visite, di sentirsi parlare, di ascoltare buona musica e di aver intorno un’atmosfera serena.

Ho conosciuto parecchie persone: e fra queste alcune che sono < morte>.

Ricordo un giovane, ora sposato, che è rimasto mesi in coma <irreversibile>  sempre per un incidente automobilistico. Egli mi raccontò cosa vedeva e sentiva. I medici  rimproveravano sua madre che diceva si sarebbe svegliato. E lui lo ha fatto ed ha anche subìto degli interventi ricostruttivi: era < tutto rotto>.

Durante il coma, si vedeva sdoppiato: il corpo addormentato era sul letto, mentre con una sorta di <corpo immateriale> era sollevato di qualche metro e vedeva l’ospedale. Sentiva tutto ma era in un’atmosfera nebbiosa e scura. Il tipo, dell’Emilia-Romagna, mi disse di essere stato triste, in quei mesi; e che pregò Dio di farlo morire del tutto o risorgere. E’ stato esaudito; e mi disse che doveva molto anche alla madre.

Una volta ho conosciuto una ragazza < morta in un altro incidente stradale>. L’ho vista in salute a Cinecittà, per un’apparizione televisiva. Era una ballerina e, prima dell’entrata in scena, mi raccontò la sua esperienza: era uscita dal corpo ed era entrata in un tunnel, poi si era trovata nell’ALDILA’…ma, come pare sia capitato a parecchi, un ESSERE di quella dimensione le disse di tornare indietro. Ho conosciuto altre persone che hanno toccato LA LINEA DI CONFINE e sono ritornate.

Anche coloro che entrano in coma stanno al confine, secondo me…è un gran MISTERO. Non credo che un sondino naso-gastrico, da solo, ti tenga in vita per 18 anni. Ci dev’essere di più…mentre il Partito dei Radicali ( ed altri che vedono i malati come un peso) speculano per far approvare la legge sull’eutanasia. Un altro fatto inquietante è senza dubbio l’accanimento terapeutico: non pochi pazienti firmano per non sottoporsi a certe cure. Non sempre fra malati e medici c’è sintonia; ma non è facile stabilire il da farsi. Per me un malato che giace in un letto coma Eluana non è lì a caso: CI STA PARLANDO. In un mondo che non dà la parola che a pochissime persone, la sua improvvisa fama (anche fuori dall’Italia) ha del sensazionale. Questo mi ha molto colpita, mentre stimo suo padre che attira l’attenzione su di lei: perché non deve essere facile venir dimenticati. Anche le sterili polemiche dei moralisti sono di cattivo gusto, le classiche persone a cui non importa niente, ma devono dire la loro. Mentre ho apprezzato l’articolo  circostanziato di Carlo Casini, nel mensile “Si alla Vita” di luglio (anche se il titolo di copertina mi sembrava inadatto). Auguro ad Eluana di stare meglio, non la considero inutile: l’ammiro. E non stimo i paesi che hanno varato la legge per <la dolce morte> .  La sofferenza non è rara in questo mondo, eppure non credo che si viva per soffrire…

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