L’emergenza ambientale è diventata argomento comune.
Parlarne troppo, però, forse aiuta a rimuovere la questione; credo quindi che i mass-media dovrebbero generare meno allarmismi e più riflessione.
Il discorso è importante ed anche la gente comune dovrebbe affrontarlo.
Dopo pochi decenni di iper-sviluppo, l’occidente e gli altri paesi evoluti si trovano a fare i conti con la non sostenibilità di questo sviluppo.
Pochi mesi fa, ho visto un film ansiogeno: “E venne il giorno” di Night Shyamalan, del genere fantascientifico. Ad un certo punto, d’improvviso, la gente viene aggredita da una neuro-tossina e comincia a suicidarsi. Accade per circa un giorno negli Stati Uniti, e la sostanza nociva è condotta agli umani dall’ambiente: piante e vento. Ovviamente le persone reagiscono in maniera diversa ma,per più della metà del film, non si capisce cosa accada e chi sia il vero nemico: tutti scappano da tutto.
Il regista (autore anche de “Il sesto senso”) focalizza l’attenzione su una famiglia: un giovane insegnante con moglie impiegata e niente figli (che adotteranno inaspettatamente una nipotina di 5-6 anni). La famiglia occidentale tipo, fra i trenta-quarant’anni. Belli, colti, intelligenti e innamorati nonostante il turbine di sentimenti negativi che avvelena il mondo.
Ne “Il sesto senso” si parlava dell’incomunicabilità fra i vivi, tanto che un bambino iper-sensibile parla più volentieri con i morti (vittime d’omicidio che tornano per avvertirci di amare).
Ma, nel suo ultimo film, l’indiano Shyamalan tratta qualcosa di più insidioso: la NATURA che si ribella all’essere umano. Le persone infettate sono individualiste, iper-attive, superficiali; mentre il protagonista, prima e dopo la sciagura, è PROFONDAMENTE UMANO. Egli ha grande rispetto per la sensibilità degli altri e pondera tutto con la sua intelligenza, frutto di migliaia di anni di evoluzione. È altruista.
La sua compagna, che soffre d’ansia, è però anch’essa una bella persona: COMPASSIONEVOLE, ama il marito e i bambini.
La nipotina, per causa di forza maggiore, dal padre passerà agli zii. E nello svolgimento del film acquisirà molta importanza: unica bambina rappresenta l’innocenza in un’umanità che spaventa il pianeta stesso.
Per tutto il film, non si sa bene cosa induce la gente ad uccidersi, negli Stati Uniti dell’est; ma uno scienziato afferma che viene dall’ambiente. E questo è il primo avvertimento.
Il veicolo di morte sono soprattutto le armi: in America la gente è troppo armata anche quella comune. Il senso è che, generalmente, ognuno muore come ha vissuto. Solo alcuni sentono il potere dei SENTIMENTI sul mondo che li circonda.
Soltanto alcuni individui si fermano a riflettere sul loro vissuto, sull’arte di amare e sull’Assoluto che sta al di sopra della terra. Il cuore e l’ intelligenza umani sono importanti, perché vengono generati altrove dal Bene stesso.
Nel film, ci sono differenti riferimenti a Dio: qualcuno (come spesso accade) si rifugia nel fanatismo religioso; mentre i più saggi accennano all’Amore in maniera più sensibile (come il ragazzo anonimo nel finale).
Molti intellettuali dei paesi ricchi dicono che il problema sono le troppe nascite.
Ma altri obbiettano che, se le risorse naturali fossero divise in maniera democratica basterebbero per tutti. Di fatto il 20% delle persone usufruisce dell’80% delle risorse mondiali.
Gandhi dice che l’occidente deve mettere in pratica i principi che dice di avere. Ma non dobbiamo farci prendere dall’ansia: perché per ora abbiamo il potere di risolvere i problemi.
Occorre solo la buona volontà. Per quanto riguarda la procreazione ci sono due politiche: quella dei popoli più prolifici che vogliono imperare sugli altri basandosi sul loro numero, e quella dei popoli meno prolifici che fondano la loro forza sulla ricchezza materiale.
La mia conclusione è che la VERITA' sta nel mezzo, nell’EQUILIBRIO che vede famiglie con un giusto numero di figli, ma meglio educati avendo il necessario.
La famiglia è la fucina di tutti i valori e il primo è la pace; e non deve mai diventare la cellula di società autoritarie ed aggressive.


Questo articolo è tratto dal saggio "Il Corpo Mistico"

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