L’anniversario è di quelli importanti.
La Dichiarazione è un valore acquisito del quale, la maggior parte di noi, sembra non rendersi conto.
Studiando la storia, si legge che i diritti costano sangue.
E ancor oggi, laddove non c’è vera democrazia, la gente è torturata.
Basta leggere con ATTENZIONE i quotidiani per sapere che accade.
E per una notizia del genere, c’è un giornalista che rischia…
Enzo Biagi, nel suo ultimo programma (Rotocalco Italiano), rendeva noto che  2000 giornalisti sono morti, in varie parti del mondo, facendo il loro dovere.
In Polonia, il 7 dicembre per la conferenza “Solidarietà per il futuro”, è stato invitato uno dei più luminosi esempi di RESISTENZA contro le sopraffazioni: il Dalai Lama.
Un altro Premio Nobel per la Pace, Lech Walesa (ex leader del partito Solidarnosc ed ex  Presidente della Polonia) ha invitato il Portavoce dei tibetani a parlare di giustizia.
L’11 (a  Varsavia) il Dalai Lama ha ricevuto una Laurea Honoris Causa, per la sua lotta non-violenta.
Il paese di Giovanni Paolo II ha ospitato colui che altri considerano scomodo.
Lo ha accolto, con tutti gli onori, e lo ascoltato.
Il Lama (anch’egli Premio Nobel per la Pace) ha chiesto alle democrazie di tutto il mondo di premere, perché la Cina divenga una vera democrazia.
Ha detto che i valori sono l’auto-disciplina, la compassione, il perdono, la tolleranza e la contentezza. Tutti gli ESSERI UMANI SONO UGUALI. Tutte le religioni hanno il fine di creare un’umanità migliore.
La diversità delle tradizioni religiose è necessaria per proteggere la cultura di tutti.
Anche Nicolas Sarkozy (Presidente di turno del Consiglio europeo) ha accettato di partecipare all’evento.
A Danzica, il Dalai Lama gli ha consegnato “una sciarpa bianca” simbolo di AMICIZIA.
Ha parlato di come non boicottò le Olimpiadi di Pechino, anzi; e del fatto che vuole la pace con tutti.
Hanno discusso del surriscaldamento globale.
Pare che le autorità cinesi non abbiano apprezzato la cosa; ma il Presidente francese ha detto che teneva a questo incontro.
Il Dalai Lama ha scritto decine di libri sul Buddismo e la lotta non-violenta (in inglese ma alcuni sono tradotti in italiano).
In Cina, per il 60° Anniversario dei Diritti Umani, una delegazione di ricercatori, artisti, avvocati e agricoltori ha redatto una Carta dei Diritti 2008.
Penso che iniziative come questa facciano ben sperare.
Credo, però, che sia necessario il risveglio della MIA GENERAZIONE; quella dei giovani maturi, che invece di ritenersi arrivati o peggio ”invecchiati”,
deve osservare la storia e aggiungere fatti positivi.
Il termine positività per me è solo buono: perché non credo ai cambiamenti violenti.
Invito quelli che si ribellano aggressivamente a non farlo.
La vita è nostra, anche quella sociale, nel RISPETTO degli altri.
Non critico la generazione che ci ha preceduti (ma alcune persone sono pericolose) e non critico la generazione successiva (che va dai 20 in giù) ma non credo che abbia la saggezza per cambiare il mondo.
Penso che chi ha 30-40 anni, ha anche la cultura e la maturità per “riscrivere” la storia.
 
 

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