Mi sono spesso interrogata circa il valore del successo. E’ un fenomeno che può avere opposte valenze. E non tutti lo desiderano, anche se sono parecchi a volerlo a tutti i costi.
C’è chi lo sopporta, chi lo strumentalizza egoisticamente o anche chi lo mette a servizio del prossimo.
Oggigiorno se ne fa un gran parlare.
Ho lavorato come autrice nel mondo dei media ed ho incontrato persone di tutti i tipi.
In realtà, ognuno di noi è diverso dall’altro; ma alcuni sembrano non saperlo.
C’è molta omologazione fra le persone, anche se, come diceva Leo Buscaglia: << la natura aborre gli individui uguali >>; ma il conformismo è dilagante; perciò la spinta verso l’autoaffermazione appare inevitabile per molti.
Ci sono persone che pur, non
 cercando il successo per sé, ne hanno trovato molto e l’hanno usato per una causa nobile.
Non gente che ha girato per il mondo dello spettacolo; ma individui fuori dal comune che sono stati analizzati dai media, pur brillando di luce propria (soprannaturale invero): Madre Teresa di Calcutta, Padre Pio, Gandhi, Martin Luther King, Teresa di Lisieux, l’Abbé Pierre, ecc
Ne ho in mente molti altri; ma i nomi che ho elencato fanno capire soprattutto il calibro delle persone a cui penso.
Eppure la persona a cui volevo arrivare è ben altro… volevo arrivare proprio a Gesù Cristo.
In un momento storico in cui “cani e porci” non si peritano di affrontare disquisizioni su questo personaggio, ho pensato di aggiungere anche il mio modesto articolo.
La conoscenza della storia nei più è vaga ma più ancora ci manca la conoscenza del Soprannaturale. Quindi, nella grande superficialità presente, la vita di Cristo è anch’essa argomento sconosciuto.
Pensiamo poco e ancor meno ci sforziamo di farlo. Dilaga la mancanza di fede in Dio, ma anche i “praticanti” sono un po’ assenti, o troppo indaffarati per riflettere
Mentre fra gli intellettuali laico-atei impazza l’argomento “Gesù”.
Ha cominciato Dan Brown con il “Codice da Vinci” e hanno continuato in troppi. Per questa gente Gesù Cristo “era” solo un essere umano.
E stranamente è diventato un uomo di successo.
Anche Giulio Cesare e Napoleone sono uomini famosi; ma questo non significa che siano Dio!
Con questo scritto vorrei stimolare il pensiero collettivo e chiederci: perché fruiamo passivamente la cultura di massa?
L’informazione non è un cibo da digerire comunque: è qualcosa che possiamo mettere in discussione.
Se qualcuno dice che Gesù Cristo è solo un uomo, non è detto che dobbiamo crederci e basta. Io penso che possiamo riflettere circa la cultura proposta.
Indubbiamente Gesù è stato un Uomo di Successo.
Da solo carpiva l’attenzione della gente senza grossi mezzi: eserciti o ricchezze. Eppure era notissimo (già 2000 anni fa) ed era osservato in tutto ciò che faceva.
Non è facile analizzare il successo di un personaggio così.
Erich Fromm nel ‘900 parla della vita di Cristo ne “Il bisogno di credere”; ma descrive soprattutto il quadro storico in cui Egli è vissuto (è un libro che consiglio vivamente, come esempio di grande onestà intellettuale verso il Cristianesimo).
La fama di quest’Uomo è stata ed è effettivamente immane. Ci si può chiedere anche: perché? E’ interessante oltre che legittimo.
Per i suoi miracoli? Per la persecuzione che ha subito e la sua morte pressoché uniche? Per la sua saggezza?
Sono argomentazioni importanti, ma il successo insuperabile di Gesù non è dovuto prioritariamente a queste cose.
Cristo è l’unico Uomo che è risorto dalla morte: è questo il motivo del suo successo.
E chi dice che Egli è solo un uomo nega questo fatto.
Dunque queste persone molto influenti parlano della storia volendo cancellarne una parte.
Solo questo fatto è inaccettabile.
E se la gente avesse il tempo di riflettere, se ne accorgerebbe.
Questi intellettuali, distruggendo la fama di Cristo, cercano di costruire la loro fama.
Se pensiamo a Dan Brown, infatti, chi avrebbe letto il suo libro se non avesse scritto che Gesù non è Dio?
“Il codice da Vinci” (libro e film) è un lavoro di poca importanza; ma nega la divinità di Cristo perciò è diventato campione di incassi.
Un testo non diventa così noto, in così poco tempo, per l’interesse spontaneo del pubblico: c’è invece un’enorme macchina promozionale dietro… e la certezza che la capacità critica della gente è diminuita.
Pare che i quattro Vangeli abbiano avuto cinquemila codici scritti per tramandare il messaggio cristiano attraverso i secoli.
Questa è una prova scientifica di autenticità; ma credo che ci sia qualcosa di più importante.
Penso che sia la pratica la cosa più importante.
Uomini e donne hanno provato, con la loro vita, che la dottrina cristiana è valida.
L’hanno semplicemente messa in pratica, ed hanno avuto successo. Non mi fraintendete: si tratta soprattutto di persone sconosciute ai più, ma la parola di Gesù funziona.
Abbiamo poi una lista interminabile di “santi” (parola messa in discussione dai fratelli protestanti e non solo).
Santo vuol dire perfetto, saggio, appartenente a Dio e soprattutto, aggiungo: colui che ha un potere sovrumano.
Solo l’Amore s’impone sulle forze della natura, le forze che regolano l’universo.
Se la Chiesa cattolica fosse un’istituzione umana sarebbe già finita.
Chi l’ha combattuta, nei secoli, aveva questa convinzione: i poteri forti di Israele, l’Impero Romano, i barbari del centro e nord Europa, gli eserciti islamici (dal 500 d.C) e così via fino ai massoni di Inghilterra, Lutero e i protestanti più duri, gli illuministi francesi, Napoleone fino ai rivoluzionari fanatici di Europa nel 1800 e Hitler, Lenin, Stalin e Mao nel 1900.
Ci manca solo l’anticristo..
Tutte queste persone ed i loro eserciti erano convinti che Gesù Cristo fosse solo un uomo e che la Chiesa cattolica sarebbe caduta, prima o poi (ed hanno cercato di dare un aiutino!).
Ma in effetti non hanno fatto altro che provare il potere soprannaturale della Chiesa perché le prove che essa ha subito sono state veramente forti.
I cristiani sono stati, dall’inizio, la categoria più perseguitata; ma hanno resistito oltre ogni limite.
Nella misura in cui il cristiano è più forte del suo tempo dimostra la divinità di Cristo.
E comunque il credente è una piccola parte del Corpo mistico e, solo se è veramente credente, diviene immortale.
Invero la Chiesa cattolica non è un’organizzazione umana: è un corpo spirituale.
E, più di ogni altra istituzione si serve della testimonianza di chiunque: dal bimbo di sette anni alla persona matura, dall’occidentale all’abitante di qualsiasi altra zona del mondo, dall’uomo di potere alla donna senza potere.
Chiunque può salire o scendere in questa istituzione a prescindere dalle leggi della storia.
Sono paradossalmente i suoi nemici che accrescono la fama di Cristo.
Nelle sette atee non si fa che parlare del Cristianesimo!
Ma forse questo testimonia inconsciamente una mancanza..
I giovani, educati all’ateismo dalla società, vorrebbero fare delle domande; ma spesso non sanno a chi.
Alcuni richiami disperati, quindi, divengono bestemmie. Come a testimoniare un’autosufficienza dal Mistero..
Cristo (l’unto di Dio) rimane però, l’Uomo di successo. Gesù (colui che salva) resta una domanda inconscia.
 
 
Perché: se Lui è Qualcuno, allora anche la nostra vita ha un senso.


Questo articolo è tratto dal saggio "Il Corpo Mistico".
Il disegno è stato creato nella Comunità di S. Teresa di Lisieux di Don Roberto Peruzzi (provincia di Firenze).

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