“Io sono la porta” Gv 10,7
 
E’ qualche anno che noto nelle immagini pubblicitarie (o almeno in parecchie di esse) una “A” in evidenza.
Non è solo sui muri (scritta da ragazzi che si dicono anarchici) ma anche nei mass-media; e mi chiedo perché…
E’ nei festoni per gli auguri di Natale, sulle buste per la spesa, sui cartelloni, nelle TV, su internet…
A (alfa privativo): lettera che toglie alla parola seguente il suo significato, l’annienta, la distrugge, simbolo del male ?
Simbolo del nulla?
Alfa, anti-, anti-che?
Anarchia? Anti-Cristo?
E’ un periodo strano…
Vi ho già detto che credo nel PROGRESSO?
Sono progressista, e non ci vedo niente di male.
Qualche settimana fa è stato eletto un personaggio che io reputo in gamba (e  non solo io): Barak Obama.
E’ il primo Presidente di colore degli Stati Uniti d’America, ma anche uno dei più giovani per quella carica (se non il più giovane).
E’ questa la cosa che fa più “scandalo”.
Perché LA MIA GENERAZIONE (che è quella di Barak) fa così fatica a venir fuori con le sue idee?
Perché lui rappresenta un’eccezione?
Gli hanno già detto che sbaglia.
Glielo ha detto gente della generazione precedente (che io rispetto) ma che avrebbe voluto, in buona parte, uno della propria età alla Presidenza degli USA, non un quarantasettenne!
A Obama si rimprovera di essere progressista.
Gli si dice che la “morale” viene prima di tutto e che le religioni dicono ”questo e quello…”.
Ma le religioni sono divenute dottrine sociali : “E’ vano il culto che essi mi rendono, impartendo insegnamenti che sono precetti di uomini!”(Mt 15,9)
Se le religioni non ritornano quello che sono: cioè il mezzo per il SOPRANNATURALE a-politico, non ci servono più a niente.
E gli atei finiranno per avere ragione.
Le religioni non servono se: a) non creano giustizia sociale con la fratellanza concreta;
b) non portano la pace con la distruzione degli armamenti;
Ma soprattutto se non aprono la PORTA reale e tangibile verso le altre dimensioni, e soprattutto una: quella dove tutto nasce, la dimensione delle risposte.
La Dimensione Perfetta che dà senso alle altre.
Il mondo spirituale di cui la terra è solo il riflesso.
Il regno della felicità che, essendo desiderata, è reale.
Ma se si pensa unicamente agli interessi terreni, se si crede che siano gli eserciti ad assicurare la pace, se si dice che le disuguaglianze danno stabilità, allora tutto cambia!
Se si crede che la famiglia (quindi l’uomo e la donna) debbano “essere usati per creare la società” (e mi dispiace dirlo ma ciò accade proprio nelle religioni) allora i risultati ce li meritiamo.
I lettori avranno capito che sono cristiana.
Ma questo non vuol dire che non sia universale (infatti studio le altre religioni) o che non sia progressista.
Gesù Cristo è innocente.
Non ho problemi con questo Personaggio.
Non lo trovo affatto contrario al progresso, al cambiamento positivo, anzi.
“Ama il tuo prossimo come te stesso”: non c’è niente di ingiusto in questo.
Ma perché alcuni cristiani, e non solo, dicono di farlo e non lo fanno?
Io per esempio sono contro l’aborto, ma che c’entra proibire anche i contraccettivi non abortivi e l’educazione sessuale nelle scuole?
Non la si crea l’occasione di abortire in questo modo?
Mentre un mondo senza AMORE pare impossibile o prossimo all’auto-distruzione…
Perché la morale non è uguale per uomini e donne?
Negli anni ’80, Erich Fromm scriveva addirittura che, le giuste rivendicazioni sessuali avevano portato meno uomini a cercare sesso a pagamento (e le prostitute erano quasi sparite).
Infatti se i mariti pensano che il sesso sia solo un dovere, preferiscono cercare il piacere fuori casa (e le cifre parlano chiaro).
La sfera privata non può essere controllata dal di fuori, altrimenti si rovina tutto.
Ogni cultura e religione ha le “sue leggi” ed anche questo è un segnale: perché se il bene e il male sono opinabili allora…
Io vorrei un mondo in cui i 30-40enni potessero parlare, in cui anche le donne potessero decidere della politica, della cultura, della religione.
In cui non ci fosse una lotta per la sopraffazione (inculcata dal peggio della filosofia) e in cui tutti i popoli (conservando il meglio della loro cultura) potessero parlarsi alla pari.
Faccio un appello alla generazione più matura: non vivete al nostro posto, lasciateci decidere ciò che compete a noi, per il resto parliamo alla pari.
Chi” non lo vuole?

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