Qualche settimana fa, ero in provincia di Firenze, in una piccola città. Accanto ad un centro commerciale, c’erano due giovani che distribuivano opuscoli: informazioni circa una comunità di recupero per tossicodipendenti.
I tipi, sui vent’anni, sorridevano ed erano molto propositivi (un po’ di umanità nel gelo della vita contemporanea!).
Ho avuto l’impressione che bisognasse cadere nella droga(!) per poi rialzarsi con meno presunzione.
Non voglio sminuire il problema delle dipendenze; ma penso che, se non abbiamo contatti più sereni, la nostra vita diventerà poco significativa.
Vi racconto una cosa: l’anno scorso ho pensato di iscrivermi all’università; ma poi “la voce della coscienza” mi ha spinto a cercare risposte altrove…
E’ incredibile: non mi ha portato in una facoltà universitaria! Ma in 2-3 comuni di vita e lavoro.
Grazie al Bene non ho mai avuto problemi di dipendenze, ma io non ragiono in maniera schematica, quindi ho contattato questi luoghi.
Dovevo cercare dei principi-base su cui riflettere, e li ho trovati in “posti in cui non si può più sbagliare”.
E gli ex-tossici mi hanno insegnato il valore dell’umiltà, l’ascolto, il rifiuto dei preconcetti, la fiducia nel futuro.
Sono un’artista e penso che alcune regole della nostra società non funzionano.
Laddove non c’è il RISPETTO PER L’ESSERE UMANO, il conformismo è privo di valori, rimane la differenza fra “schiavi e padroni”c’è poco da imparare...
Ma credo che, come dicevano Gesù, Socrate, Gandhi, Martin Luther King ed altri, le sommosse violente non portano a nulla (si limitano a cambiare le persone al potere).
Non penso che tutti i potenti sbaglino: perché alcuni riescono ad UNIRE ( ad esempio il Presidente della Repubblica Napolitano).
L’abilità sta nel creare una convivenza civile, sia nei paesi che fra i continenti, andando avanti col progresso.
I governanti devono vivere senza grossi privilegi; ma anche le masse devono imparare a gestire la loro LIBERTA’ DEMOCRATICA che, altrimenti, gli verrà tolta…
Manca una cultura veritiera e positiva (senza razionalismo).
Tutti devono fare qualcosa per il prossimo (Gandhi proponeva 1 h di lavoro manuale quotidiano anche per i potenti).
In effetti nelle comuni si vive meglio, e queste sono in aumento.
Esse non devono essere in conflitto con lo stato che le accoglie, però, possono avere altre regole interne.
Personalmente, ho aiutato dei giovani tossicodipendenti tempo fa.
Ma me ne sono accorta solo anni dopo, perché per me è normale parlare con  un ragazzo che è in conflitto con la società.
O dargli delle coperte, per una notte in cui non rientrerà a casa.
Ho fatto amicizia con D. in provincia di Roma.
Dopo tre anni l’ ho rivisto, e mi ha raccontato del suo percorso in una comunità.
Vi ha trascorso 12 mesi ed ha imparato a convivere con gli altri.
Era felice, mi ha detto che poi era andato a vivere con amici, in un paese diverso da quello di origine.
Ha una fidanzata ed un nuovo lavoro.
Mi piacevano i discorsi che faceva, ammettendo i suoi sbagli e (cosa non facile) accettando il padre che lo aveva abbandonato a due anni.
Sono stata contentissima di vederlo: era una persona matura, realista ed ottimista.
Io ho trentotto anni ed appartengo a una generazione che ha anch’essa i suoi problemi.
Ma mi piace parlare con giovani ed adolescenti. E, se posso dare loro sostegno, lo reputo dovuto.
Il dialogo fra generazioni è importante.
Mando un saluto alla ragazza bionda che ho incontrato in provincia di Firenze.
Purtroppo non ricordo il tuo nome, ma il tuo viso allegro non l’ho dimenticato…
...le ali spezzate possono ricrescere.


Vi segnalo il libro: "Scimmia bianca" di Angelo Sarno, Edizioni Città Nuova.
Chi volesse informazioni sulle comunità di recupero, può telefonarmi al 333/3064821 (ne conosco diverse).

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