Pochi giorni fa, mi sono recata alla Sinagoga di Firenze.
E’ molto bella: costruita per volontà di David Levi, su progetto di Marco Treves fra il 1874 e il 1882. E’ in travertino bianco e pomato rosa, a pianta centrale e cupola in rame verde. Lo stile è orientale ed è circondato da piante esotiche. Accanto c’è la scuola della comunità. All’interno del tempio, vi è il luogo in cui si trovano i Rotoli della Legge (la Torah) mentre tutt’intorno, oltre ai leggii e alla parte riservata ai rabbini, si trovano le panche per i fedeli (le donne devono sedersi nelle navate laterali o al piano superiore). Sopra la sinagoga vi sono i musei. In quello che ho visitato, c’è la foto del ghetto creato da Cosimo I De’ Medici nel XVI secolo (e aperto nel 1848) nell’attuale Piazza della Repubblica.
In una teca, vi è un antico rotolo della Torah, salvato dall’alluvione del ’66.
Vari oggetti abbelliscono il luogo: come candelabri o corone, fatte per sormontare i Sacri Rotoli.
Nel tempio ebraico il luogo più importante è l’armadio che contiene i Rotoli della Scrittura (nella Bibbia è detto “Santo dei Santi”). La Torah è la Legge ed è il Pentateuco cristiano (i primi 5 libri biblici).
I nostri fratelli ebrei leggono, poi, i libri dei Profeti e gli Scritti sacri (Salmi,Giobbe,Proverbi,Rut,Cantico dei Cantici,
Qohèlet,Lamentazioni,Ester,Daniele,Esdra,Neemia e Cronache).
Ho pranzato al ristorante etnico “Ruth’s”(kosher vegetarian food).
Ve lo consiglio: il cibo è molto buono ed il locale tranquillo e raccolto (non è totalmente vegetariano).
Il proprietario è gentile e, in una nicchia, si possono trovare libri sulla cultura ebraica e giochi da tavolo.
Tempo fa ho partecipato ad una conferenza a Palazzo Vecchio: era dell’associazione “Amicizia ebraico-cristiana”.
Essa è nata a Firenze oltre 50 anni fa.
Già durante le persecuzioni naziste, in Toscana, alcuni ebrei e cristiani resistettero insieme. Ma soprattutto, dopo la 2° guerra mondiale, nacque la consapevolezza che il mondo aveva bisogno di fratellanza.
Mentre al Convegno Interreligioso di Seelisberg (in Svizzera) lo storico francese Jules Isaac invitava ebrei e cristiani a dialogare, il capoluogo toscano rispondeva dando vita all’associazione.
C’erano Aldo Neppi Modona,Giorgio La Pira,Ines Zilli Gay,Angelo Orvieto,Arrigo Levasti,Raffaele Ciampini,Giacomo Devoto,Raffaello Del Re,Lina Trigona e soci da tutta Italia.
In Francia, i promotori furono anche i padri Riquet e Danielou, Edmond Fleg e André Chouraqui (ma nacquero associazioni in tutto il mondo).
Nel 1951 fu stampato un Bollettino che si diffuse in biblioteche ed istituti religiosi;e l’Italia divenne membro fondatore dell’International Council of Christians and Jews (ICCJ).
Isaac (1877-1963), la cui famiglia fu deportata nei campi di sterminio, studiò le radici dell’antisemitismo. Già nel’47, alla Conferenza di Seelisberg, egli affermava che questo era nato da un’idea sbagliata di cristianesimo, e dalla politica di certi potenti e religiosi che avevano affermato cose false (non a caso Giovanni Paolo II si è scusato per gli errori della Chiesa umana del passato).
Infatti degli errori ci furono ed, io credo, da entrambe le parti.
Nel 1960 Isaac produsse lo scritto intitolato: “Della necessità di una riforma dell’insegnamento cristiano nei riguardi di Israele”.
Lo storico incontrò Papa Giovanni XXIII, che lo invitò a Roma, e contribuì a creare, nel Concilio Vaticano II, un documento sui non cristiani (la Dichiarazione”Nostra Aetate” del ‘65).
Un’altra opera per la mediazione ebrei-cristiani è il testo di Isaac “Jésus e Israèl” (del’48 e tradotto in Italia nel’74 Ed. Marietti).
La novità dell’”Amicizia” è che in essa si vive in PARITA’ e la fede rispecchia una maggiore civiltà (a qualcuno gli orrori delle guerre mondiali hanno insegnato).
Nel ’64 il Sindaco La Pira (presidente onorario dell’associazione) commemorò il grande Isaac. Mentre nel’76 il prof. Zwi Werblowsky (dell’università di Gerusalemme e presidente del Comitato interconfessionale d’Israele) ha parlato di “Gerusalemme città santa per tre religioni”.
Nel’77 P.Bruno Hussar O.P. ha parlato del villaggio “Nevé Shalom” nel quale convivono ebrei, cristiani e musulmani (in Israele). Negli anni ’80 una delegazione fu ricevuta da Giovanni Paolo II.
Altri personaggi significativi per l’Amicizia sono stati l’Assessore di Firenze Fioretta Mazzei (che è stata presidente dell’associazione) e Maria Vingiani (fondatrice della SAE: Segretariato Attività Ecumeniche). Mentre in questi anni nascevano le ”Amicizie” di Roma, Ancona, Torino, Napoli, Forlì, Cuneo e dell’Alto Garda (dall’89 tutte formano una Federazione). Altro evento sono i Colloqui ebraico-cristiani di Camaldoli (Arezzo,nati nel1980) che hanno incoraggiato la visita del papa alla Sinagoga di Roma nell’86. Nel 1990 l’”Amicizia” ha celebrato il quarantesimo anniversario con un Convegno Internazionale a Palazzo Vecchio, conclusosi con una serata di danze ebraiche del gruppo di Carla Padovani. André Chouraqui si è poi incontrato col Dalai Lama a S. Miniato al Monte (a Firenze). Nel’92 a P. Bruno Hussar viene dato il premio Giorgio La Pira per il suo impegno nel dialogo e la PACE. Sono poi iniziati gli Incontri per la leadership giovanile.
E l’”Amicizia” è stata membro del Comitato Nazionale ”Bibbia, Cultura e Scuola”. Ogni anno si tengono seminari di Danza e Cultura ebraica (con Terra di Danza). Nel’99 per i 50 anni dell’associazione, il Rabbino Elio Toaff e Maria Vingiani hanno avuto un riconoscimento. Karol Woityla si recò poi in Israele nel 2000; mentre l’Ambasciatore dello stesso paese teneva a Firenze una conferenza. Ogni anno, a maggio, il Rabbino Yoseph Levi di Firenze tiene una lezione di Storia ebraica. Anche il Teatro Verdi ha presentato “Mazal Tov” di Terra di Danza (nel 2001), “Yonah” con Enrico Fink (2002), MONI OVADIA con la “Bottiglia vuota” e Albert Florian Mihai alla fisarmonica (2005).
“L’Amicizia è rispettosa degli altri e cresce con la conoscenza reciproca…la strada della pace è feconda quando si riesce a costruirla sul dialogo…possiamo già sperare di intravedere una fioritura di civiltà molto superiore al passato o del presente, un convivere che ci arricchisca a vicenda e ci leghi all’antica radice comune” Fioretta Mazzei
 
Bibliografia aggiuntiva:
“Amici per la vita” di Luis Goldman Ed. Coppini,
“I dieci comandamenti oggi” di André Chouraqui
 
Per scrivere all’associazione: Casella Postale 282- 50100 Firenze
Per visitare la sinagoga tel. allo 055/245252 (le visite sono consentite tutti i giorni escluso il sabato) 
 
 Per prenotare al ristorante "Ruth's" tel. allo 055/2480888 o  vai al sito www.kosheruth.com
 
 

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