Non ve lo sto proprio consigliando questo film…ma l’ho appena visto, e volevo fare delle riflessioni con gli utenti de “Il raggio di luce”.
 
Scritto e diretto da Denys Arcand, pubblicato nel 2003, vincitore del Premio Oscar come Miglior film straniero, vincitore al Festival di Cannes per la sceneggiatura e per l’interpretazione di Marie-Josée Crozè , è una pellicola molto discutibile.
La storia, ambientata in Canada, non è banale, ma ci sono dei messaggi pericolosi: la banalizzazione del matrimonio, la vanità dell’adulterio (di cui il protagonista si vanta davanti alla moglie!), l’importanza estrema che vien data al denaro; ma la cosa più forte è l’eutanasia che richiede e subisce il protagonista.
Remy ha una grave malattia ed è in fin di vita.
La moglie (che è un po’una macchietta) chiama il figlio Sebastien (manager altolocato), per aiutarla a gestire la situazione.
La figlia, in barca nell’Oceano Pacifico, si connette con l’aiuto del fratello per parlare al padre da lontano (ed è molto struggente nel suo inno alla vita).
La moglie di Remy chiede al figlio di portare il padre in un posto migliore (dell’ospedale super-affollato nel quale giace) ma, soprattutto, di chiamare i suoi vecchi amici/e di scorribande(!)
E l’anziano insegnante di storia, sembra rivivere…
 
Sebastien (il figlio con pc e telefonino) assolda anche una tossico-dipendente (interpretata dalla Crozè) per il padre: lei gli somministrerà eroina per non soffrir troppo (la morfina è considerata troppo lieve).
Infine, sarà sempre lei a somministrare la droga, in dosi massicce, per la…dolce morte del professore.
 
Toccante è la scena, a mio parere, nei sotterranei di una chiesa cattolica, in cui la nuora di Remy (intenditrice d’arte), è chiamata da un ecclesiastico per stimare il valore commerciale di un’infinità di statue, tabernacoli, calici ecc. rimossi da parecchie chiese, per l’improvviso svuotamento di fedeli.
Mentre, molto petulante, è il continuo riferimento espresso da Remy, circa l’arroganza  della Chiesa Cattolica nella storia, ad una infermiera-suora (in mini-gonna!), che è ministro straordinario dell’Eucaristia
(per chi non lo sa: è un religioso o un laico che, in alternativa al sacerdote, dà la Comunione ai fedeli).
 
Non mancano le scene commoventi: l’abbraccio fra la tossica e sua madre (un’amica di Remy) o di Sebastien e suo padre…
 
…credo, però, che questo film sia più triste che felice, di come viene presentato dalla maggior parte dei media.
 

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