Ho visto il film di Abel Ferrara, giorni fa.

 

Qualcuno lo ha definito scabroso. Personalmente credo che non lo sia (nonostante il giovane Pasolini che amoreggia coi coetanei della Roma popolare, e il viaggio onirico dei personaggi di Ninetto Davoli e Riccardo Scamarcio).

Trovo che Ferrara si muova bene, anche con vari piani narrativi (in fin dei conti è americano). E i temi erotico-pagani non sono trattati in maniera così maldestra.

La capitale italiana è fotografata in maniera poetica ed è facile ambientarci immagini di repertorio (per altro non così antiche: siamo nel ‘75).

Anche il tratteggio dei personaggi italiani è sapiente, per uno che non è proprio cresciuto da noi. Abel sembra avere la macchina del tempo…

Un’altra cosa notevole, a parer mio, è l’aver trattato il complesso di Edipo. E nella storia del poeta Pasolini, purtroppo è ben presente…

Il rapporto con la madre Susanna, Pier Paolo lo vive intensamente nella sua drammaticità: egli vive sì il suo amore per gli uomini (soprattutto ragazzi), ma poi torna sempre nella casa materna, come un convivente…

Adriana Asti, che interpreta Susanna, è bravissima, soprattutto nella sua “morbosità” e attaccamento al figlio.

Si vede persino la sua strana gelosia per il personaggio di Laura Betti (interpretata da Maria de Medeiros) l’attrice che lavorò con Pasolini, e si definì “sua vedova” dopo la sua morte.

 

 

Solo il Pasolini di Ferrara, a mio modesto parere, non è abbastanza Pasolini. Intendiamoci: Willem Dafoe è notevole, P.P.P. è un personaggio difficile per un anglosassone; ma Dafoe lo interpreta con maestria (e credo anche qualche brivido).

Ma io sono una piccola-grande estimatrice di Pasolini. Già da adolescente, ne guardavo i film nella Medioteca storica di Firenze. Allora lessi “Una vita violenta”, poi vidi una struggente intervista del poeta fatta da Enzo Biagi, e anche il noto giornalista rimaneva colpito da un uomo così…come potrei definirlo: grande? Estremamente nobile!? Immensamente pulito, nonostante il suo libertinaggio…bo’, definitelo voi, ma credo che non sia facile.

 

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