E’ morto un grande attore.
Paul è stato stroncato da un tumore, dopo una vita intensa.
Proprio qualche tempo fa, ho visto un suo film: “DIRITTO DI CRONACA”.
Il lungometraggio è diretto magistralmente da Sidney Pollack ed ha come co-protagonista  una giovanissima Sally Field.
E’ una pellicola sul mondo del giornalismo, girata  nel ’81.
L’ambientazione è il mondo dei quotidiani con il lavoro stressante dei reporter: scrivere per i giornali, infatti, rappresenta una continua sfida: bisogna dare le notizie per primi e bisogna lasciare il segno.
Ma la storia tende a mettere in evidenza i lati negativi di un’informazione, che scavalca gli esseri umani.
Ho notato l’accento sul carrierismo femminile: uno dei temi dominanti è l’affermazione delle donne, nel mondo del lavoro governato dagli uomini…
Sono i primi anni del Femminismo, in fondo, ed il gentil sesso è ancora ingenuo nel suo , ma comincia a fare i suoi danni.
 E dalle giuste rivendicazioni, si passa ben presto ad un arrivismo, che solo i peggiori uomini hanno dimostrato.
Credo che Pollack sia molto corretto nel presentare il personaggio della giornalista, la quale per fare l’interesse del suo giornale (ma anche il proprio), decide di calpestare la tranquillità di alcuni cittadini.
Il regista, anch’egli scomparso da poco, è molto sensibile.
Il film è uno spaccato amaro, con il suo realismo, del mondo della stampa ed illustra   per informare e farlo in modo spettacolare.
Quella che sembra una dolce protagonista, in realtà è una giornalista d’assalto; mentre il rude Newman è cattivo solo all’apparenza. In verità, il suo personaggio è un uomo corretto che viene calunniato e braccato dai media.
La carrierista, dopo avergli rovinato la reputazione, lo toccherà negli affetti più cari, mostrando superficialità anche nella sua sfera intima: come quei che vivono solo per apparire.
Ad un certo punto, era sembrato quasi che i due si innamorassero, ma il film è pieno di colpi di scena, non è una commediola rosa…
Newman rappresenta proprio l’ anti-divo.
Punta su una solidità vera, senza esagerazioni prepotenti, né dolore che diventa odio. Come a dire che “tanto gli ingiusti si faranno del male da soli…”
Nel film, il personaggio interpretato da Paul si ritira su una barca e prende il mare.
Questa immagine testimonia la solitudine e la serenità dei saggi, nel < oceano della stupidità media>.
Non ve lo racconto oltre. Il lungometraggio è datato e lo trovate in videocassetta. Ma, chi ha conservato il videoregistratore, non se ne pentirà.
L’attore Paul Newman era dunque grande: sobrio e concreto.
Aveva molta classe.
Ma pare che soprattutto l’uomo fosse notevole: perché ha fatto del bene, dando in beneficenza milioni di dollari.
In effetti, quando hai avuto tanto dalla vita, prima devi esserle grato; e poi, se sei davvero sensibile, devi ricambiare amando chi è stato meno fortunato di te. E Paul Newman lascia varie opere a favore dei bisognosi, che si scoprono solo ora.
Egli non si limitava a dare distrattamente il superfluo, come alcuni, che lo fanno per esibirsi; ma lavorava, senza vanità, fianco a fianco coi piccoli che beneficiava.
 

A destra il regista Sidney Pollack

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