Intelligente e sensibile il film del regista francese Cantet.
Laurent è stato prima autore del libro omonimo, poi ha sceneggiato e diretto il lungometraggio (interpretando anche la parte del professore).
La pellicola ha vinto la Palma d’Oro all’ultimo Festival del Cinema di Cannes.
Gli accadimenti si svolgono tutti in una scuola media di una zona disagiata.
Gli allievi, di varie provenienze, sono difficili e diffidenti (pare che gli attori che interpretano gli alunni siano “presi dalla strada” cioè interpretano se stessi).
Si tratta di persone all’apparenza già formate, ma con le idee immature della loro età…
Per me, è il professore il vero protagonista: con la sua inesauribile pazienza ed la sua eroica voglia d’insegnare ( credo che sia davvero un docente).
Nel film insegna lettere che, come si sa, sono fondamentali per l’EDUCAZIONE CIVICA dei cittadini di domani.
La storia presenta una grande tensione, per buona parte del lungometraggio. Credo che l’autore voglia coinvolgere gli spettatori nella trama.
Tutte le persone che hanno un’idea superficiale della SCUOLA devono <entrarci> e rimanerci circa due ore ( la durata del film).
Ho già scritto della difficoltà di essere docenti (tra l’altro sono figlia di insegnanti). Ma quest’opera, giustamente premiata, mi porta proprio <dentro la questione>.
Non si può giudicare dal di fuori…
Il protagonista (che tende più a stimolare che a punire) viene messo alla prova duramente : con domande provocatorie a raffica, con giudizi ingiusti da  tutta la classe, con richieste di attenzione infantili (la maggior parte di noi avrebbe mollato tutto dopo pochi giorni!). Ma come mi ha detto un’insegnante di matematica: “INSEGNARE E’ UNA PASSIONE”.
L’uomo cerca per tutto il tempo, anche arrabbiandosi, di creare un’ ALLEANZA.
Anche nella scuola, come nella vita, per salvare alcuni bisogna perdere qualcuno… (concetto non buonista ma saggio e realistico), però,  lo spirito che  fa lottare per il bene non deve essere mai lasciato.
E quindi bisogna lottare contro l’ignoranza, la superficialità, la prepotenza,  l’indifferenza…
Se si resiste, lavorare con i bambini e gli adolescenti dà notevoli soddisfazioni.
Verso la fine dell’anno, in una partita di pallone, gli studenti e gli insegnanti si fronteggiano con euforia. Non sembrano più la classe dell’inizio.
Il sottotitolo infatti è entre les murs ( fra le mura).
I ragazzi, dopo un anno complesso e difficile anche per loro, lasciano la classe (ora intesa come freddo edificio) e diventano un gruppo di adolescenti liberi di giocare con i loro insegnanti (non racconto altro…).
Il film non è scontato, e somiglia al capolavoro americano degli anni ’70: “La scuola della violenza” con il grande Sidney Poitier (che è adatto a tutti).
Il film di Cantet è uscito alcune settimane fa, nelle sale italiane.
Ieri l’ho visto in un cinema di periferia; ma, se non fate a tempo a vederlo sul grande schermo, potete prenderlo a noleggio.
Auguro a tutti gli insegnanti saggi di non demordere nel loro lavoro.
L'insegnamento scolastico rimane in mente tutta la vita.

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