Ingrid BetancourtE’ un libro molto saggio, edito da Garzanti.Il titolo originale è più semplicemente “Lettere a mamma”. Ma credo che la casa editrice italiana abbia fatto bene a modificarlo un po’. Sappiamo tutti, che il sequestro della senatrice colombiana si è concluso in modo miracoloso, e non solo per lei. Credo, però, che le lettere dalla giungla vadano comunque lette.Quando ho acquistato questo libretto, mesi fa, non credevo fosse così ricco di umanità e scritto da qualcuno con un cuore così grande. Sulla copertina c’era scritto: DUE EDIZIONI IN UNA SETTIMANA. Nonostante mi avesse intenerito la sua triste vicenda, pensavo che la Betancourt fosse una persona comune: una sequestrata in preda all’angoscia (come è comprensibile). Ed invece, leggendo questi scritti, ho scoperto una campionessa di coraggio ed umiltà.Invece di lamentarsi per se stessa, la senatrice si preoccupa quasi solo per gli altri. Non vorrebbe che sua madre si stancasse a mandare messaggi via radio (a lei e agli altri); parla ai due figli per incoraggiarli nel loro futuro; si occupa del figlio del primo marito, trattandolo come fosse suo; parla del padre assassinato dalle FARC senza odio; abbraccia con le parole il suo attuale marito, ma anche per il primo ha parole di affetto. Avrebbe dovuto essere un testamento ed invece ha aperto nuovi scenari!Tutto il mondo è rimasto stupito per questa insperata liberazione; ma adesso queste parole scritte hanno un significato più forte: rappresentano una promessa. Ingrid ha subito parlato degli altri prigionieri: mostrando le loro foto, come manifesti esibiti nelle piazze. Un’altra persona si sarebbe nascosta per leccarsi le ferite; mentre lei lotta apertamente per gli altri. E viaggia in Europa per cercare aiuto nelle sue imprese umanitarie. Lo fa per il suo paese, e non solo.Con i figli e la mamma, si reca dal Papa per ringraziarlo. Visita i capi di stato dei maggiori paesi europei, primo fra tutti Nicolas Sarkozy (un amico che tanto si è battuto per la sua liberazione). Poi si reca dal Presidente Napolitano e da altri politici italiani che l’hanno menzionata spesso durante il sequestro.
Poco tempo fa, Ingrid si trovava per le strade di Firenze.
L’hanno vista mangiare un gelato, in centro, e pregare nel Duomo di Santa Maria del Fiore.

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