In questi giorni mi sono imbattuta in un libro raro: “Il libro rosso dei martiri cinesi”(2006).
E’ pubblicato dalle Edizioni Paoline.
Quando l’ho preso in mano, ho avuto una vertigine.
Ho pensato: ci deve essere qualcosa di grave.
Ma l’ho comprato ed ho preso a leggerlo.
D’improvviso sono stata circondata da persecuzioni, folle sobillate che accusavano persone pacifiche, stadi usati per assalire i dissidenti, campi di concentramento…
C’era una voce in me che diceva:”Lascia perdere, non sono affari tuoi; meno ne sai e meglio è”.
Io non sono coraggiosa, ma credo che l’ignoranza sia il vero pericolo. Se sapessimo, ci sarebbe più facile rimediare a ciò che non va: perché il male è evitabile.
L’inconsapevolezza non salva la vita.
Ho letto tutto, sapendo che poi avrei avuto delle responsabilità.
Lo ripeto: questo sito è finalizzato a SENSIBILIZZARE la mia generazione. Quella che ha studiato, che ha viaggiato, che ha il diritto di voto, che si sposa più tardi per gestire meglio la propria vita.
Faccio parte di quei giovani-maturi occidentali, che possono fare delle SCELTE ed esprimere delle idee…
Non sopporto l’opinione di chi dice che “è tutto già programmato” o di chi dice che è giusto ribellarsi, ma non sa come.
Sono fiera dei testimoni della LIBERTA’ cinesi. Uomini, donne, ragazzi che hanno continuato a pensare.
E ammiro quegli occidentali che, in Cina, li hanno aiutati.
Credo nella fratellanza e non negli interessi di parte.
Nessun paese deve avere delle pretese opportuniste.
Sono discorde sia verso le neo-colonizzazioni occidentali che le dittature indigene.
Che differenza c’è?
“Il libro rosso” parla dello sviluppo del comunismo in Cina, dal 1921(anno di nascita del Partito comunista cinese). Nel ’35 Mao Zedong diviene leader del partito e dell’ l’Armata Rossa, l’evento è sancito in una chiesa cattolica. Col suo “Stella rossa” Bernard Show diffonderà il mito di Mao all’estero. Dopo la fine dell’occupazione giapponese, divampa la guerra civile fra nazionalisti e comunisti: questi ultimi occupano tutta la Cina. E’il ’49: nasce la Repubblica popolare cinese: cristiani, ma anche buddisti, islamici e taoisti cominciano a subire gravi vessazioni attraverso la propaganda atea. Vengono create nuove leggi e istituzioni di controllo della libertà. Beni di privati cittadini e strutture religiose vengono confiscati. Il governo plagia le folle e le costringe a partecipare a iniziative coercitive contro i pacifisti (considerati sovversivi). Intellettuali e religiosi vengono allontanati dalle loro occupazioni, ed internati nei campi di concentramento cinesi (laogai) in cui subiscono ogni violenza.
Lo stato dice di voler “disciplinare le attività culturali e religiose” e crea vari enti preposti a tal fine. Ci furono arresti di massa, torture, uccisioni, furti, saccheggi, espulsioni di cittadini stranieri.
Il popolo è lusingato ed alcuni hanno un potere mai sperato prima. Il governo, però, cerca di comprare tutti e si accanisce sugli INCORRUTTIBILI.
Dal ’52 al
’58 Pio XII pubblica 3 encicliche per sostenere i cristiani in Cina e denunciare gli abusi dei comunisti (Cupimus imprimis, Ad sinarum gentes e Ad Apostolorum Principis). Nel ’59 anche il XIV Dalai Lama (l’attuale) è costretto a partire per l’India da dove,ancora oggi, rappresenta i buddisti dei vari paesi (aveva 24 anni). I comunisti, in patria, abbattono monasteri di tutte le religioni (penosa è la marcia forzata di settimane dei monaci cattolici di Yangjianping che furono fatti camminare fino alla morte). I 2 monasteri trappisti dell’Hebei (zona a sud di Pechino) furono saccheggiati e bruciati.
In questi anni l’industrializzazione viene intensificata e nascono le comuni popolari. Ma l’agricoltura collettivizzata, basata su nuovi metodi, non funziona e milioni di persone muoiono di fame (40 o addirittura 80). Padre Gong Pinmei e il Vescovo Maryknoll vengono incarcerarti per decenni. La Chiesa è ritenuta imperialista e i contatti sono interdetti; ma la dittatura distrugge anche la cultura cinese. Nel ’65 PaoloVI manda a Mao un messaggio pacifico, che rimane senza risposta. Vengono chiuse le ultime chiese e scuole, ospedali, centri culturali…Nel’70 Richard Nixon ed il Papa si recano in Cina (il vescovo James Walsh Maryknoll viene liberato). Nel ’71 una delegazione italiana visita il paese. La Cina è riconosciuta dall’ONU. Nel’76, con la morte di Mao, i 4 dirigenti più importanti sono tolti di mezzo. Con la modernizzazione, occorrono aiuti economici dall’occidente e dal Giappone, perciò si hanno aperture. Ma è la libertà della persona che manca. Le istituzioni che controllano i luoghi di culto lo fanno introducendo persone del regime, che si approfittano economicamente dei credenti. Tutti gli appelli di Giovanni Paolo II verso il popolo cinese cadono nel vuoto e gli viene impedito di entrare nel paese. Vengono creati falsi prelati dalla dittatura; ma la chiesa clandestina rimane fedele. Nel 2005 il Parlamento Europeo e i vescovi americani si adoperano per far rilasciare i religiosi incarcerati.
Vorrei ricordare le sofferenze del Tibet che è stato sfigurato dalla modernizzazione. E vorrei fare i nomi dei personaggi de “Il libro rosso” che mi hanno illuminata: il cardinale Joseph Zen Ze-kiun di Hong Kong (spesso intermediario fra la Chiesa e la Cina) Padre Tiande (per 30 anni nei campi di concentramento)Padre Huang (25 anni di prigionia) Padre Li Chang grande animatore spirituale, anch’egli ai lavori forzati per anni; Geltrude Li (laica impegnata per i diritti umani incarcerata e perseguitata) Maria Zhang percossa a morte durante un processo (per aver difeso la libertà d’espressione). Ed in ultimo il cardinale F.-X. Nguyen Van Thuan, vietnamita, che viene incarcerato dal ’75 all’88 (le sue memorie “Il cammino della speranza.Testimoniare con gioia l’appartenenza a Cristo” sono pubblicate in diverse lingue).
Ringrazio Gerolamo Fazzini.
 
Anche altri hanno scritto le loro memorie: i diari di P.Tiande e P.Huang sono stati pubblicati su Cina Oggi (Pime), “Pioggia di primavera”(su P.Li Chang è di P.Li Daoming )Ed.Ceam ’96, il diario di Geltrude Li “Più forti della tormenta” è edito dal Pontificio istituto missioni estere ’57; e “Monaci nella tormenta” di P.Quattrocchi (ed. Ordine dei Cistercensi ’91). Vi segnalo anche “Nemici senza fucile” di James Myers( Jaka Book ’94) e “L’allodola e il drago” di Wang Xiaoling (per 20 anni prigioniera dei laogai).
 
 
 
 
 

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