E’ il titolo di un libro da non perdere!
E’ edito da Sperling & Kupfer ed è scritto con la collaborazione della giornalista Anna Vinci nel 2006.
Il testo ripercorre vari decenni: dalla giovinezza dell’ Anselmi (partigiana negli anni ’40) alla sua storia di politico non meno entusiasmante.
Si tratta di una donna vera: che conserva i propri valori fino in fondo.
L’opera colpisce per l’ONESTA’ INTELLETTUALE della protagonista, come quando parla del pericolo delle associazioni segrete…
Ma ciò che mi ha più toccata, è stata la sua vicenda di staffetta partigiana.
In un periodo in cui, come diceva il film “La pelle” di Liliana Cavani : “tutta l’Italia era fascista”, sapere da una diretta interessata, che è falso è un sollievo straordinario ( proprio oggi ho sentito al Tg1 che altri due opinionisti sono stati assassinati in Russia …).
Ma ritorniamo all’ex parlamentare ed ex Ministro Anselmi: non la conoscevo bene e ringrazio Famiglia Cristiana che, qualche mese fa l’ha intervistata; così ho acquistato il suo splendido libro.
Rileggendo le conquiste delle donne (dagli anni ’40) viene da sperare, ma oggi ci sono più problemi per la democrazia e la libertà…
Ci sono i mass-media, nei quali credo, ma sono insidiosi; un femminismo un po’ troppo aggressivo…(ah chi vi scrive è stata aggressiva).
La signora Tina parla di rapporti amichevoli, fra partigiani prima, e  sindacalisti e politici poi. Ed è molto bello saperlo.
Con il suo carattere fraterno e paziente, credo che abbia facilitato questi rapporti; ma anche lei parla di discriminazioni, maschilismo, litigiosità politica e affari sporchi.
Un’altra cosa che mi piace è la sua SOLIDARIETA’ con le donne: dai politici dell’opposizione alle filandiere sfruttate dai padroni.
Quanto coraggio da questo scritto.
L’esponente democristiana (ritiratasi nel 1992) è passata dal sindacato al ruolo di parlamentare, Ministro del Lavoro (è stata la prima ministra della Repubblica italiana) Ministro della Salute e Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia massonica P2.
Il suo ultimo incarico non è stato meno impegnativo: Presidente della Commissione nazionale sulle conseguenze delle leggi razziali sulla comunità ebraica.
Veneta, è tornata alla sua terra natale; anzi non se ne è mai distaccata, perché da politico ha fatto la “pendolare”.
Semplice, piena di umorismo, umile.
La forza straordinaria di quando era partigiana (fra decine di migliaia di donne) la chiama”beata incoscienza”.
Ora, un po’ più che settantenne, abbraccia i suoi nipoti.
Ma credo che comunichi ENTUSIASMO a tante altre ragazze e ragazzi.
Dal libro:
“Mi sono sempre chiesta per quale motivo il disprezzo per la cultura vada di pari passo con il disprezzo per il valore delle donne…ci vuole un’unità costruita sul rispetto delle differenze…”.

In alto: (da sinistra) la Signora Nilde Iotti rappresentante del PCI con la Signora Tina Anselmi, nel '91. L'Anselmi con Giovanni Paolo II e (in basso) con i suoi nipoti.
Il film “La pelle” è molto forte ed è tratto dal romanzo di Curzio Malaparte.
 
 
 
 

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